lunedì 19 ottobre 2026
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Valico Rimdan–Gabd: sospesi gli scambi commerciali di frontiera tra Iran e Pakistan

Sabato 17 ottobre il ministero degli Esteri della Repubblica islamica ha definito «temporanea» la sospensione degli scambi di frontiera con il Pakistan; gli esportatori denunciano problemi bancari causati dalle sanzioni.

Valico Rimdan–Gabd: sospesi gli scambi commerciali di frontiera tra Iran e Pakistan
Foto d'archivio; cartello stradale tra Zahedan e il confine con il Pakistan, foto: Nima Farid, licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

È stato pubblicato un aggiornamento più recente di questa notizia: Il Pakistan conferma lo stop al commercio ai valichi di Taftan e Gabd–Rimdan

Gli scambi commerciali di frontiera tra Iran e Pakistan al valico di Rimdan–Gabd, nella provincia del Sistan e Baluchistan, sono stati sospesi. Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, sabato 17 ottobre 2026, dopo le notizie sulla chiusura del valico al commercio, ha confermato che «i transiti e gli scambi di frontiera tra Iran e Pakistan sono stati temporaneamente sospesi».

Il portavoce del ministero degli Esteri ha indicato come causa «problemi tecnici» e «la necessità di misure precauzionali», senza fornire dettagli, e ha detto che la questione sarà risolta «al più presto» dopo le consultazioni tra i funzionari dei due Paesi. Secondo un funzionario dell'ufficio transiti dell'Organizzazione delle strade e dei trasporti, è stato il Pakistan a chiudere il valico di Rimdan–Gabd ai camion; il transito dei passeggeri continua e i colloqui per la riapertura sono in corso.

Versioni contraddittorie e ruolo delle sanzioni bancarie

Peyman Sanandaji, presidente della commissione trasporti della Camera di commercio di Teheran, ha detto che il confine terrestre non è chiuso al commercio e ha definito falsa una lettera circolata sulla chiusura di un valico. Ha però affermato che il problema principale è bancario: gli importatori pakistani devono registrare i dati di ogni spedizione nel sistema di importazione e nella rete bancaria del Pakistan, e le sanzioni alle banche della Repubblica islamica lo hanno reso difficile. Ha avvertito che, se queste restrizioni proseguiranno, le esportazioni iraniane verso il Pakistan si fermeranno di fatto.

Il quotidiano pakistano The Nation, citando fonti ufficiali anonime, ha scritto che i due Paesi hanno imposto restrizioni di sicurezza temporanee al confine per contrastare gruppi armati e contrabbando, e ha definito non vera la notizia di una chiusura totale del confine. Fino alle prime ore di domenica 18 ottobre le autorità pakistane non avevano fornito alcuna spiegazione ufficiale sulla sospensione né sul suo possibile legame con le sanzioni bancarie.

Contesto: la pressione finanziaria degli Stati Uniti sui partner commerciali di Teheran

Il 5 ottobre il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha avvertito le banche e le istituzioni finanziarie straniere che continuare a trattare con entità sanzionate della Repubblica islamica può renderle bersaglio di sanzioni senza preavviso. L'avvertimento fa parte della campagna di «isolamento economico» dell'amministrazione di Donald Trump, in corso da Shahrivar di quest'anno (23 agosto-22 settembre), che nelle ultime settimane ha colpito anche banche e società di cambio legate alla Repubblica islamica in Iraq e una banca statale cubana. Non è ancora chiaro se la sospensione del commercio di frontiera derivi direttamente da questo avvertimento.

Il Pakistan, partner degli Stati Uniti, è da anni sotto pressione per la cooperazione economica con la Repubblica islamica, compreso il gasdotto Iran-Pakistan. Dopo la guerra dei 40 giorni, Islamabad è diventata il principale mediatore tra Teheran e Washington e il 18 giugno è stato firmato il «Memorandum d'intesa di Islamabad», ma è crollato meno di tre settimane dopo, quando la Repubblica islamica ha attaccato tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz.

La chiusura di uno dei principali valichi del commercio terrestre con il Pakistan avviene mentre il blocco navale degli Stati Uniti ha spinto l'economia iraniana in recessione e i confini terrestri sono tra le poche vie rimaste per il commercio estero. Per gli abitanti delle zone di frontiera del Sistan e Baluchistan, la cui sussistenza dipende dal commercio di confine, la sospensione è un colpo diretto.

Il ministero degli Esteri della Repubblica islamica ha confermato la sospensione «temporanea» del commercio di frontiera con il Pakistan, mentre gli operatori economici indicano le sanzioni bancarie come causa principale.

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