Dodici sparatorie a sfondo politico a Toronto, da sinagoghe e una scuola fino ad attività commerciali e al consolato degli Stati Uniti in centro, sono state opera di sicari pagati molto probabilmente dalla Repubblica islamica. È la conclusione di un'inchiesta pubblicata dall'emittente canadese CBC, che ha messo insieme lo schema comune degli attacchi.
In nessuno degli attacchi ci sono stati feriti, ma il metodo era sempre lo stesso: colpi sparati nelle prime ore del mattino, da un'auto rubata con una pistola, spesso filmando la scena con un cellulare. La polizia di Toronto aveva già spiegato che gli esecutori vengono reclutati tramite app di messaggistica criptata e devono filmare l'attacco per essere pagati. Il capo della polizia di Toronto, Myron Demkiw, aveva definito questo schema «criminali a noleggio».
Kataib Hezbollah in un atto d'accusa americano
A maggio le autorità statunitensi hanno arrestato Mohammad Baqer Saad Dawood al-Saadi, membro di Kataib Hezbollah, milizia irachena legata alla Repubblica islamica, con l'accusa di aver diretto attacchi in Europa. Secondo i procuratori, si era vantato di aver compiuto due attacchi a Toronto: una sparatoria contro una sinagoga e una contro il consolato americano. I procuratori statunitensi considerano un gruppo chiamato «Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya», che ha rivendicato attacchi tra cui l'incendio di una sinagoga a Londra, una copertura di Kataib Hezbollah.
Anche il Centro integrato di valutazione della minaccia terroristica del Canada, in un rapporto top secret del 2 aprile 2026 poi reso pubblico in parte, aveva ritenuto una «possibilità realistica» che la Repubblica islamica avesse usato reti criminali locali per colpire la comunità ebraica canadese. L'agente della polizia di Toronto Mark Pinizzotto è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco durante la perquisizione di un edificio residenziale nell'ambito di questa stessa indagine, che riguarda oltre 24 sparatorie.
La posizione del governo canadese
Il governo del Canada non ha ancora attribuito formalmente il caso alla Repubblica islamica. Il 10 giugno il Canada e i suoi alleati hanno condannato in una dichiarazione congiunta i «complotti letali» della Repubblica islamica in territorio occidentale, citando l'Organizzazione d'intelligence dei Guardiani della Rivoluzione, la Forza Quds e il ministero dell'Intelligence. Il Canada non ha relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica dal 2012 e la ministra degli Esteri Anita Anand ha detto che non c'è alcun piano per ristabilirle.
Il caso si aggiunge ad altri aperti nei tribunali europei negli ultimi mesi: dall'ammissione di Mostafa Sepahvand davanti a un tribunale di Londra sul denaro che gli era stato promesso per colpire un giornalista, fino all'atto d'accusa della procura spagnola che attribuisce l'attentato contro Alejo Vidal-Quadras all'apparato d'intelligence della Repubblica islamica.

Il metodo degli attacchi di Toronto corrisponde allo schema che i procuratori americani attribuiscono alle milizie alleate della Repubblica islamica.

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