martedì 27 ottobre 2026
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Melika Azizi: l'agenzia dei Guardiani della Rivoluzione smentisce la condanna a morte della manifestante 18enne

L'agenzia Fars, legata ai Guardiani della Rivoluzione, ha smentito la condanna a morte di Melika Azizi, manifestante 18enne della rivolta di Dey a Masal, sostenendo che è stata condannata a sei mesi.

Perché conta: Questa smentita è la prima ammissione ufficiale dell'arresto e del processo della manifestante 18enne e tiene la sua sorte sotto gli occhi dell'opinione pubblica.

Melika Azizi: l'agenzia dei Guardiani della Rivoluzione smentisce la condanna a morte della manifestante 18enne
Foto: pubblicata sui social network

L'agenzia di stampa Fars, legata ai Guardiani della Rivoluzione, lunedì 26 ottobre 2026 ha smentito le notizie di una condanna a morte per Melika Azizi, una ragazza di 18 anni arrestata durante la rivolta di Dey nella città di Masal, nella provincia di Gilan. È la prima volta che un media di regime riconosce ufficialmente l'arresto e la condanna della giovane manifestante.

Fars ha sostenuto che Melika Azizi è stata arrestata durante quelli che le autorità chiamano i «disordini» di Dey con l'accusa di «propaganda contro il sistema» e condannata a sei mesi di reclusione discrezionale. Secondo l'agenzia, sono già trascorsi due mesi della pena e sarà rilasciata nei prossimi giorni dopo averne scontato la metà. Fars non ha detto in quale carcere si trovi, quale tribunale abbia emesso la sentenza né perché, a oltre nove mesi dalla rivolta di Dey, siano trascorsi solo due mesi della pena.

I precedenti del caso di Melika Azizi

Le prime notizie su Melika Azizi sono apparse lo scorso febbraio-marzo sui social network degli iraniani all'estero. Secondo queste notizie, era stata arrestata a Masal il 9 gennaio 2026 con l'accusa di aver dato fuoco a simboli della Repubblica islamica, accusata di «moharebeh» e sottoposta a pressioni per una confessione forzata nel carcere di Lakan a Rasht. L'organizzazione italiana Nessuno tocchi Caino, che si batte contro la pena di morte, aveva avvertito il 21 marzo che rischiava l'esecuzione, precisando però che non erano disponibili dettagli precisi sul suo processo.

Ad oggi nessuna fonte indipendente, né la famiglia né un avvocato, ha confermato la versione di Fars né le precedenti notizie di una condanna a morte. La mancanza di accesso delle famiglie e dei media indipendenti ai fascicoli dei manifestanti rende difficile stabilire la vera sorte dei detenuti della rivolta di Dey.

L'affermazione delle autorità e i loro precedenti

Anche in passato le smentite dei media di regime non hanno corrisposto alla realtà dei casi. Negli ultimi mesi la Repubblica islamica ha giustiziato diversi manifestanti di Dey dopo processi a porte chiuse e senza un avvocato di loro scelta; tra questi nel caso di Ilia Benrashid, la cui famiglia afferma che l'intelligence dei Guardiani della Rivoluzione ha costruito il fascicolo. Finché Melika Azizi non sarà liberata e la sua famiglia non potrà parlare liberamente, l'affermazione di Fars resta solo la versione unilaterale dell'apparato della repressione.

La Repubblica islamica ha ammesso per la prima volta che Melika Azizi, manifestante 18enne di Masal, è stata arrestata e condannata durante la rivolta di Dey.

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