Il Parlamento della Repubblica islamica ha approvato domenica 25 ottobre 2026 un articolo in base al quale la pena per tutti i reati discrezionali (ta'zir) commessi sotto il «sostegno, la supervisione, la direzione, l'addestramento o la guida» di un «agente straniero» viene aggravata di un grado. L'articolo fa parte di un disegno di legge che i deputati chiamano di «contrasto all'infiltrazione» di servizi segreti e governi stranieri, e che i critici considerano lo strumento giuridico più ampio per reprimere il dialogo e l'attività civica dalla rivolta di Dey.
Le pene discrezionali del Codice penale islamico hanno otto gradi, di cui il primo è il più severo; aggravarle di un grado significa che qualsiasi accusa che l'apparato di sicurezza riesca a collegare a un «agente straniero» passa alla fascia di pena successiva, più pesante. Il testo integrale dell'articolo approvato non è ancora stato pubblicato.
La criminalizzazione del dialogo con i media liberi
Il 6 ottobre il Parlamento aveva già approvato l'articolo 22 dello stesso disegno di legge con 174 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti. L'articolo rende reato per gli iraniani parlare o collaborare con i media che il ministero dell'Intelligence definisce «ostili», e prevede da oltre sei mesi a due anni di carcere, multe, da 31 a 74 frustate e la privazione dei diritti sociali; i funzionari del regime sono esentati dal divieto. Anche l'articolo 20 punisce chi fornisce a un «agente straniero» informazioni, rapporti o statistiche ufficiali non pubblicati.
Il disegno di legge classifica i governi stranieri su due livelli: quelli dichiarati «ostili» per legge o con decisione del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, e quelli che, secondo il testo, hanno pianificato o agito per danneggiare gli interessi politici, di difesa, di sicurezza, economici o culturali dell'Iran. L'elenco è redatto dal ministero dell'Intelligence e dall'Organizzazione di intelligence dei Guardiani della Rivoluzione e approvato dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale.
L'opposizione del governo e l'iter di approvazione
Le linee generali del disegno di legge sono state approvate il 16 agosto con 183 voti favorevoli, e il governo di Masoud Pezeshkian vi si è opposto formalmente il 22 agosto, affermando che presenta «gravi lacune». Il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref ha messo in guardia dalle conseguenze per la scienza e la tecnologia, e Majid Ansari, vicepresidente per gli affari giuridici, ha detto che le definizioni penali ampie e vaghe danneggiano i diritti dei cittadini.
Il testo non è ancora legge: prosegue l'esame degli altri articoli, poi passerà al Consiglio dei guardiani e, in caso di disaccordo, sarà il Consiglio per il discernimento a decidere. Negli ultimi mesi la Repubblica islamica ha giustiziato decine di persone con l'accusa di spionaggio; un ex capo del Mossad ha detto di recente che alcuni dei giustiziati non avevano alcun legame con l'agenzia, segno di quanto l'etichetta di «collaborazione con lo straniero» venga usata per la repressione.
Con pene più dure per la «collaborazione con un agente straniero», qualsiasi conversazione con i media liberi o attività civica può portare a una condanna più pesante.

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