mercoledì 21 ottobre 2026
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La morte di Mehdi Khanbaba Tehrani e il bilancio della Confederazione sulla strada del 1979

Analisi di DIAR: Mehdi Khanbaba Tehrani, tra i fondatori della Confederazione degli studenti iraniani, è morto a 92 anni; la sua storia è quella di una sinistra che spianò la strada al 1979.

La morte di Mehdi Khanbaba Tehrani e il bilancio della Confederazione sulla strada del 1979
Foto: Radio Farda

Mehdi Khanbaba Tehrani, uno dei fondatori della Confederazione degli studenti iraniani all'estero e figura nota della sinistra iraniana, è morto a 92 anni; la notizia della sua morte è stata diffusa martedì 20 ottobre 2026. La sua scomparsa è l'occasione per riesaminare il bilancio di una generazione di studenti di sinistra che andarono in Europa grazie alle borse di studio e alle opportunità dell'epoca Pahlavi e per anni operarono da lì contro quello stesso governo e contro la monarchia iraniana, un'attività che alla fine portò all'ascesa della Repubblica islamica.

Dal Partito Tudeh al maoismo

Khanbaba Tehrani nacque a Teheran l'11 maggio 1934 e a 18 anni entrò nell'organizzazione giovanile del Partito Tudeh, un partito che in quegli anni seguiva l'Unione Sovietica. Dopo il 19 agosto 1953 fu incarcerato due volte e nel 1956 andò a studiare a Monaco; studiò prima odontoiatria e poi giurisprudenza, ma l'attività politica lasciò entrambi gli studi incompiuti. Fu tra i fondatori della Confederazione degli studenti iraniani, che negli anni Sessanta e Settanta divenne la più importante organizzazione degli oppositori della monarchia all'estero.

Negli stessi anni un gruppo di membri del Tudeh in Europa ruppe con Mosca, si volse al maoismo e diede vita all'«Organizzazione rivoluzionaria del Partito Tudeh», un gruppo che si poneva come obiettivo lo scoppio di una rivolta contadina in Iran. Khanbaba Tehrani fu una delle figure di questa corrente. Membri dell'organizzazione accettarono l'invito della Repubblica popolare cinese per una formazione ideologica e un addestramento alla guerriglia, e alcuni di loro mandarono anche studenti dall'Iran in Cina per lo stesso addestramento.

La Confederazione: da sindacato studentesco a terreno di lotta contro la monarchia

In apparenza la Confederazione era un sindacato degli studenti iraniani all'estero, ma in pratica divenne una piattaforma di rivalità tra gruppi di sinistra e un'arena di propaganda contro lo scià Mohammad Reza Pahlavi. Lo stesso Khanbaba Tehrani ammise di aver preso parte a un'irruzione nell'ambasciata iraniana in Svizzera, durante la quale furono sottratte delle lettere e fu fabbricato un documento falso.

Un esempio ancora più chiaro è la visita dello scià a Berlino il 2 giugno 1967. Bahman Nirumand, un altro fondatore della Confederazione e in seguito compagno di viaggio di Khanbaba Tehrani, ha confermato nelle sue memorie che in quei giorni esisteva un piano per assassinare lo scià con una bomba telecomandata e, secondo il suo stesso racconto, convinse l'artificiere ad abbandonarlo. Il racconto di questo piano mostra quanto, in una parte di questi ambienti, fosse diventato sottile il confine tra «attivismo studentesco» e complotto contro la vita del re dell'Iran.

Il ritorno nel febbraio 1979 e la sorte dei compagni

Khanbaba Tehrani tornò a Teheran il 10 febbraio 1979, un giorno prima della vittoria della rivoluzione, insieme a Bahman Nirumand e ad alcuni altri. Molti della sua generazione nella Confederazione e nei gruppi di sinistra avevano lavorato nei mesi precedenti, al fianco di Khomeini e del clero, per rovesciare la monarchia.

La sorte di Parviz Nikkhah, dirigente della Confederazione e dell'Organizzazione rivoluzionaria, è la lezione più eloquente di quell'epoca. Addestrato in Cina, dopo l'arresto nel 1965 rinnegò in carcere le sue convinzioni precedenti, le definì «assurde» e per anni lavorò alla Radiotelevisione nazionale iraniana. La Repubblica islamica, quella stessa rivoluzione che la sinistra aveva contribuito a preparare, lo giustiziò il 13 marzo 1979, meno di un mese dopo il ritorno di Khomeini. Pochi anni dopo, il Partito Tudeh e le organizzazioni di sinistra che si erano schierate con la Repubblica islamica caddero a loro volta vittime della repressione dello stesso governo.

Un'ammissione tardiva

Negli anni successivi, in conversazioni pubblicate con il titolo «Uno sguardo dall'interno sul movimento di sinistra iraniano», Khanbaba Tehrani fece autocritica e disse che il movimento studentesco si era gradualmente allontanato del tutto dalla società iraniana e dai suoi problemi reali. Questo giudizio, per quanto tardivo, pronunciato da uno dei fondatori di quello stesso movimento, conferma ciò che i critici della Confederazione dicevano fin dagli anni Sessanta: una generazione che aveva sostituito la conoscenza dell'Iran con ideologie importate da Mosca, Pechino e L'Avana divenne, nei fatti, uno strumento della rovina del Paese che pretendeva di liberare.

La lezione di oggi per la rivoluzione nazionale iraniana

Secondo la valutazione degli analisti di DIAR, il bilancio della Confederazione non è solo una questione storica. La stessa logica che negli anni Sessanta e Settanta considerava la monarchia iraniana e la sua modernizzazione il nemico principale e si schierò con il clero è viva ancora oggi in una parte della sinistra all'estero: la sfiducia verso il principe Reza Pahlavi, l'equiparazione della monarchia alla Repubblica islamica e slogan come «né scià né sceicco». La rivoluzione nazionale iraniana, nata sotto la bandiera del Leone e Sole, ha imparato dall'esperienza del 1979 dove porta l'alleanza con correnti che sacrificano l'Iran all'ideologia. La fine della vita di Khanbaba Tehrani in esilio, quattro decenni dopo la rivoluzione a cui contribuì a spianare la strada, richiama proprio questa lezione.

Mehdi Khanbaba Tehrani, tra i fondatori della Confederazione, è morto a 92 anni; il bilancio della sua generazione è un monito che la rivoluzione nazionale iraniana non dimentica.

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