I leader degli Stati membri dell'Unione europea, nella dichiarazione finale del vertice di due giorni del Consiglio europeo a Bruxelles, pubblicata venerdì 16 ottobre 2026, hanno condannato con fermezza il perdurare della violenza e della dura repressione del popolo iraniano da parte della Repubblica islamica, comprese le esecuzioni di massa. Hanno chiesto il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali degli iraniani, incluso il loro diritto di decidere il proprio futuro.
Nella stessa dichiarazione il Consiglio europeo ha condannato gli attacchi della Repubblica islamica contro i paesi della regione, ha espresso solidarietà ai paesi colpiti e ha chiesto a Teheran e ai suoi gruppi per procura di porre fine a questi attacchi e a ogni altra azione destabilizzante e di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei paesi della regione. I leader europei hanno ribadito che la Repubblica islamica non deve mai ottenere un'arma nucleare, deve rispettare i suoi obblighi vincolanti in materia di salvaguardie nell'ambito del TNP e deve riprendere la piena cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica.
Lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso
La dichiarazione ha condannato con fermezza qualsiasi azione che minacci il trasporto marittimo mondiale o impedisca l'ingresso e l'uscita delle navi commerciali dallo Stretto di Hormuz. Secondo i leader europei, qualsiasi assetto per lo Stretto deve essere compatibile con il diritto internazionale e con la Convenzione sul diritto del mare, non deve limitare la libertà di navigazione né modificare il regime che lo disciplina. Hanno avvertito che la situazione attuale può interrompere per lungo tempo le catene di approvvigionamento globali, in particolare di energia, fertilizzanti e cibo.
Il Consiglio europeo ha inoltre condannato l'intensificarsi degli attacchi degli Houthi, alleati della Repubblica islamica, contro l'Arabia Saudita e le navi civili e ha chiesto di rafforzare l'operazione navale «Aspides» nel Mar Rosso. Nella parte dedicata all'Ucraina ha condannato il sostegno militare della Repubblica islamica, della Bielorussia e della Corea del Nord alla Russia.
Pressione internazionale sulla macchina delle esecuzioni
La dichiarazione di Bruxelles è stata pubblicata in una settimana in cui António Guterres, segretario generale dell'Onu, ha parlato di una repressione senza precedenti in Iran e ha chiesto lo stop immediato alle esecuzioni. L'Onu si è inoltre opposta alla condanna a morte di Najmeh Amini, studentessa di 23 anni. Amnesty International ha documentato almeno 34 esecuzioni legate alla rivolta di gennaio.
I leader di 27 paesi europei, in un'unica dichiarazione, hanno condannato le esecuzioni di massa e gli attacchi regionali della Repubblica islamica.

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