Claudia Tenney, deputata repubblicana di New York, e Yassamin Ansari, deputata democratica dell'Arizona, hanno presentato giovedì 15 ottobre 2026 alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti una versione rivista dell'«Internet Access and Network Expansion Act» (IRAN Act), una proposta di legge che mira ad ampliare l'accesso dei cittadini iraniani a internet libero e a neutralizzare la censura online della Repubblica islamica.
Altri tredici deputati di entrambi i partiti, tra cui María Elvira Salazar, Mike Lawler, Brian Fitzpatrick, Dave Min, Josh Gottheimer e Brad Schneider, hanno aderito alla proposta come cofirmatari.
I contenuti della proposta contro la censura di internet
Secondo il testo diffuso dall'ufficio di Claudia Tenney, la proposta impone al governo statunitense di rivedere regolarmente la propria strategia per la libertà di internet in Iran, valutarne l'attuazione e riferire al Congresso. La proposta valuta inoltre le tecnologie emergenti, dalle VPN e dalle reti decentralizzate e peer-to-peer fino alla connessione satellitare diretta con i telefoni cellulari.
Un'altra parte della proposta è dedicata alla formazione in sicurezza informatica e a strumenti digitali sicuri per giornalisti, difensori dei diritti umani e attivisti della società civile. Le agenzie federali americane dovranno inoltre coordinarsi affinché le sanzioni e le norme statunitensi sull'export non impediscano involontariamente agli iraniani di accedere alle tecnologie per un internet libero.
La Public Affairs Alliance of Iranian Americans (PAAIA) ha affermato che la nuova versione migliora il coordinamento tra le agenzie governative, mantiene la strategia aggiornata alle nuove tecnologie e aiuta a preservare l'accesso satellitare sull'Iran. La prima versione della proposta era stata presentata nel mese iraniano di Bahman 1404 (gennaio-febbraio 2026).
Il blackout di internet durante la rivolta di Dey
Nella sua dichiarazione Claudia Tenney ha detto che il popolo iraniano ha il diritto di comunicare liberamente e di accedere a informazioni indipendenti. Yassamin Ansari, deputata di origine iraniana, ha definito la proposta bipartisan, non controversa e non militare, e ha affermato che la Repubblica islamica interrompe o limita internet mentre commette crimini di massa, e che un accesso incondizionato a internet aiuterebbe subito la popolazione.
Durante la repressione della rivolta di Dey 1404 (dicembre 2025-gennaio 2026), la Repubblica islamica ha interrotto internet in tutto il Paese per isolare gli iraniani dal mondo e nascondere la portata del massacro dei manifestanti; una repressione che il segretario generale dell'ONU António Guterres ha definito senza precedenti nel suo ultimo rapporto. L'Iran resta uno degli spazi digitali più limitati al mondo, e il regime restringe ripetutamente l'accesso a internet per mettere a tacere gli oppositori.
Un'altra proposta, l'«Iran Human Rights, Internet Freedom and Accountability Act», presentata da Mike Lawler e Brad Sherman alla Camera e da Dave McCormick e Jacky Rosen al Senato, ha già superato la commissione Esteri del Senato, aprendo la strada al voto in aula.
L'«IRAN Act», bipartisan, impone al governo americano di cercare modi per spezzare i blackout di internet della Repubblica islamica, dalle VPN ai satelliti.

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