domenica 18 ottobre 2026
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Segretario del Consiglio supremo del cyberspazio: Starlink può essere un «obiettivo militare legittimo»

Mohammad-Amin Aghamiri, segretario del Consiglio supremo del cyberspazio della Repubblica islamica, ha affermato che se internet satellitare viene usato come strumento di guerra, la sua infrastruttura è un obiettivo militare legittimo, e ha sostenuto che le autorità hanno messo fuori uso terminali Starlink durante la rivolta di gennaio.

Segretario del Consiglio supremo del cyberspazio: Starlink può essere un «obiettivo militare legittimo»
Foto d'archivio e illustrativa; foto: SWinxy, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Mohammad-Amin Aghamiri, segretario del Consiglio supremo del cyberspazio e capo del Centro nazionale del cyberspazio della Repubblica islamica, ha dichiarato che se l'infrastruttura di internet satellitare viene usata come strumento di guerra, può diventare un obiettivo militare legittimo. Ha definito Starlink una minaccia potenziale e ha sostenuto che la Repubblica islamica ha le capacità tecniche per contrastarla.

Secondo Iran International, Aghamiri ha inoltre affermato che durante la rivolta di gennaio 2026, da lui definita un «colpo di Stato», le autorità sono riuscite per la prima volta a mettere fuori uso terminali Starlink. The Times of Israel ha scritto che è la prima volta che un funzionario della Repubblica islamica parla apertamente di una simile capacità. Non ha fornito spiegazioni sulla tecnologia utilizzata e l'affermazione non è verificabile in modo indipendente.

Una nuova ondata di minacce

Queste dichiarazioni fanno parte di una nuova ondata di prese di posizione di funzionari della Repubblica islamica contro Starlink. Secondo Iran International, Mohammad-Hafez Hakami, funzionario del ministero delle Comunicazioni, ha detto la settimana scorsa che la diffusione di Starlink pianta l'ultimo chiodo nella bara della governance del cyberspazio, avvertendo che, se la tendenza proseguirà, nelle crisi future potrebbero essere messi in agenda anche i blackout elettrici.

Secondo Hossein Rahimi, capo della polizia per la sicurezza economica della FARAJA, nei primi quattro mesi del 2026 sono stati sequestrati almeno 997 dispositivi Starlink e arrestate 163 persone in relazione alla loro importazione e distribuzione. Domenica 4 ottobre il ministero degli Esteri della Repubblica islamica ha inoltre convocato l'ambasciatore di Norvegia, ritenendo Oslo responsabile dell'attività di Starlink in Iran per aver registrato la rete presso gli organismi internazionali delle telecomunicazioni.

Un terminale per internet satellitare Starlink; foto d'archivio e illustrativa. Foto: SWinxy, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Un terminale per internet satellitare Starlink; foto d'archivio e illustrativa. Foto: SWinxy, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Il timore di nuove proteste

Secondo Iran International, l'intensificarsi di queste minacce coincide con l'aggravarsi della crisi del costo della vita e con crescenti speculazioni su una ripresa delle proteste popolari. Starlink consente agli utenti di aggirare la censura e i blocchi di internet senza passare per l'infrastruttura nazionale; uno strumento diventato importante durante i blackout di internet a livello nazionale, compresa la rivolta di gennaio, per far uscire dal Paese immagini e notizie della repressione.

Un alto funzionario della Repubblica islamica ha definito l'infrastruttura di internet satellitare Starlink un potenziale obiettivo militare.

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