La manifestazione dei sostenitori del principe Reza Pahlavi all'Ostpark di Francoforte, sabato 7 novembre, non è stata solo una prova di numeri. Secondo Jalal Jannati, autore di DIAR, e il racconto di un connazionale presente, tra la folla c'erano molte donne velate, accolte dagli altri partecipanti con fiori e rispetto. Secondo gli analisti di DIAR, questa semplice immagine mette in discussione uno dei racconti propagandistici più persistenti della Repubblica islamica sulla rivoluzione nazionale iraniana.
Il racconto costruito dalla Repubblica islamica
Da anni l'apparato di propaganda della Repubblica islamica e i suoi alleati in rete cercano di presentare i sostenitori della monarchia come una corrente ostile alle convinzioni religiose di una parte della società, che in caso di vittoria metterebbe da parte gli iraniani religiosi. Lo scopo di questo racconto è chiaro: spaventare la parte della società che resta legata alla fede ma ha rotto con la Repubblica islamica, e tenerla dalla parte del regime o almeno nel silenzio.
Il racconto si è fatto più insistente soprattutto dopo la rivolta di Dey, quando il nome del principe Reza Pahlavi e la bandiera del Leone e Sole sono diventati i simboli principali delle proteste in diverse città dell'Iran. Un regime che non può più rivendicare il sostegno della maggioranza cerca di creare una frattura religiosa tra i suoi oppositori.
Che cosa si è visto a Francoforte
Per la manifestazione di Francoforte si erano registrate 24.000 persone e vi hanno partecipato iraniani provenienti da diverse città e paesi d'Europa. In una folla simile, la presenza di donne velate accanto a donne senza velo, giovani e anziani e famiglie di origini diverse ha mostrato un'immagine della società iraniana che la Repubblica islamica ha cercato per quattro decenni di frantumare.
In questa scena conta il modo in cui le persone sono state trattate. Secondo Jannati, queste connazionali erano alla manifestazione in piena sicurezza e libertà, e l'affetto e il rispetto degli altri partecipanti ne definivano il posto. Egli vede la scena come una risposta concreta alla propaganda antinazionale e afferma che l'Iran di domani appartiene a tutti gli iraniani che non hanno le mani sporche del sangue e dei beni del popolo.
La posizione del principe Reza Pahlavi
Questa immagine corrisponde a ciò che il principe Reza Pahlavi ha detto più volte. Egli parla di un Iran laico e democratico in cui la religione è separata dallo Stato e ogni cittadino è libero di scegliere il proprio abbigliamento e le proprie convinzioni: né velo obbligatorio né divieto del velo. Dopo aver ricevuto il Premio della Libertà, ha ribadito nel suo discorso a Francoforte che il futuro dell'Iran sarà deciso dal libero voto del popolo.
In questa visione, separare la religione dallo Stato non significa ostilità verso la religione. Il velo obbligatorio che la Repubblica islamica ha imposto con le pattuglie della morale, le multe, gli arresti e la violenza ha danneggiato più di ogni altra cosa la considerazione del velo stesso nella società. Le donne che scelgono liberamente come vestirsi e stanno accanto agli altri in una manifestazione per la libertà dell'Iran mostrano nel modo più chiaro la differenza tra fede personale e religione di Stato.
La libera presenza di donne velate alla manifestazione di Francoforte ha mostrato che la rivoluzione nazionale iraniana traccia il confine tra gli iraniani non in base alla fede, ma alla complicità con la repressione.
Perché conta per la rivoluzione nazionale
La Repubblica islamica ha bisogno della paura del futuro per sopravvivere: paura della disgregazione, paura del caos e paura della vendetta in una parte della società. Ogni scena che mostra quanto queste paure siano infondate riduce la base del regime. La manifestazione di Francoforte, sulla quale le minacce della Repubblica islamica avevano persino gettato un'ombra, è stata una di queste scene.
Il criterio proposto dall'autore di DIAR è chiaro: non l'abbigliamento né la fede, ma il ruolo di ciascuno nella repressione e nel saccheggio del popolo. Su questa base, gli iraniani religiosi che si sono staccati dalla Repubblica islamica non solo hanno un posto nell'Iran di domani, ma fanno parte della forza della rivoluzione nazionale. Il messaggio di Francoforte a questa parte della società è stato che il loro posto nelle file della libertà dell'Iran è garantito e che vengono accolti con rispetto.

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