La quinta sezione del Tribunale rivoluzionario di Mashhad ha condannato a morte con l'accusa di "moharebeh" (guerra contro Dio) Matin Shabani, uno degli arrestati nella cittadina di Shandiz durante la rivolta di Dey 1404 (gennaio 2026). La notizia della condanna è emersa giovedì 5 novembre 2026.
Matin Shabani era stato arrestato a Shandiz, vicino a Mashhad, durante le proteste nazionali di gennaio. Il suo nome era già comparso ad agosto in un elenco di detenuti di Shandiz pubblicato dall'Iran Human Rights Documentation Center, che aveva avvertito del rischio di pene pesanti e di esecuzione per il gruppo.
I detenuti di Shandiz in pericolo
Secondo l'Iran Human Rights Documentation Center, Ilia Akbari, Sajjad Cheraghi, Farshad Hosseinpour, Majid Hosseinpour, Hossein Rasouli e Hossein Safarpour sono tra gli altri arrestati per le proteste di Shandiz i cui processi sono in corso davanti al Tribunale rivoluzionario di Mashhad. Nello stesso rapporto il centro indicava in almeno 20 i cittadini di Mashhad a rischio di condanna a morte o di esecuzione in relazione alla rivolta di gennaio.
Il "moharebeh" è la stessa accusa che i tribunali rivoluzionari della Repubblica islamica hanno usato negli ultimi mesi per condannare a morte i manifestanti della rivolta di gennaio. DIAR ha già esaminato il ruolo di tre funzionari giudiziari di Isfahan nelle condanne a morte dei manifestanti di gennaio, un caso in cui diversi giovani manifestanti sono stati giustiziati.
Lo stato della condanna
La condanna di Matin Shabani è stata emessa in primo grado e fino a giovedì non risultava alcuna conferma da parte della Corte suprema. Non ci sono altri dettagli sul processo né sul suo accesso a un avvocato.
Matin Shabani, manifestante della rivolta di gennaio a Shandiz, è stato condannato a morte per "moharebeh" e la sua vita è in pericolo.

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