Un residente dell'isola di Qeshm afferma che il sistema di difesa aerea colpito nelle prime ore di martedì 3 novembre 2026 era schierato a circa 200 metri dall'ospedale Payambar-e Azam dell'isola, proprio alle sue spalle. La segnalazione non è ancora stata confermata da un'altra fonte indipendente, ma corrisponde a uno schema registrato fin dalle prime settimane della guerra nel comportamento delle forze militari della Repubblica islamica: il trasferimento di mezzi e personale militare in siti civili.
Secondo la valutazione degli analisti di DIAR, la domanda centrale è semplice: perché un sistema di difesa aerea, che sa di essere il primo bersaglio di qualsiasi attacco aereo, viene piazzato a poche centinaia di metri da un ospedale con pazienti e personale sanitario?
Cosa sappiamo delle esplosioni di Qeshm
Nelle prime ore di martedì alcuni residenti hanno segnalato sei esplosioni a Qeshm e il rumore di un'esplosione a Bandar Lengeh. Il Canale 12 israeliano ha riferito che gli Stati Uniti hanno colpito un sistema di difesa aerea a Qeshm; Washington non ha confermato ufficialmente l'attacco e i dirigenti della Repubblica islamica hanno definito «sconosciuta» la causa delle esplosioni. I dettagli sono nel servizio di DIAR sulle esplosioni di Qeshm.
Se la versione del residente è esatta, la Repubblica islamica ha esposto i pazienti di un ospedale al rischio di un attacco che essa stessa si aspettava. Finora nessuna fonte ha segnalato danni all'ospedale Payambar-e Azam di Qeshm.
Uno schema, non un'eccezione
In un'inchiesta pubblicata tra marzo e aprile 2026, Iran International ha mostrato, sulla base di testimonianze oculari e documenti, che nelle prime due settimane di guerra, dal 2 al 14 marzo 2026, le forze militari e di sicurezza della Repubblica islamica hanno trasferito uomini, armi e mezzi in almeno 70 siti civili in 17 province. Trentaquattro di questi siti erano scuole; gli altri ospedali, stadi, università, moschee e parchi. I testimoni hanno indicato almeno quattro ospedali accanto ai quali, o in collegamento con i quali, erano stati visti schieramenti militari, tra cui l'area dell'ospedale Golestan di Ahvaz. La posizione di sette scuole dell'elenco è stata verificata con immagini.
L'8 marzo 2026 anche il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) aveva avvertito i civili iraniani che la Repubblica islamica collocava deliberatamente lanciamissili e lanciadroni in aree popolate e che quei siti potevano diventare obiettivi militari. I dirigenti della Repubblica islamica hanno negato di usare i civili come scudi.
Il metodo ha precedenti nella regione. Hamas e Hezbollah, due gruppi per procura costruiti in anni con il denaro e le armi della Repubblica islamica, hanno più volte nascosto depositi di armi e rampe di lancio accanto a case, scuole e ospedali. Secondo la valutazione degli analisti di DIAR, quanto segnalato a Qeshm è lo stesso metodo che la Repubblica islamica ha insegnato per anni ai suoi gruppi per procura e che ora applica sul suolo iraniano.
Cosa dice il diritto internazionale
Nel diritto internazionale umanitario gli ospedali godono di una protezione speciale e le parti in guerra devono tenere, per quanto possibile, gli obiettivi militari lontani dalle aree popolate. È vietato sfruttare la presenza di civili per proteggere un obiettivo militare da un attacco. Allo stesso tempo, collocare mezzi militari accanto a un sito civile non esonera l'altra parte dai principi di distinzione e proporzionalità. In pratica, il prezzo di una simile decisione lo pagano i cittadini comuni, non i comandanti che l'hanno presa.
Cosa significa per gli iraniani
La Repubblica islamica si presenta come difensore del popolo iraniano contro l'aggressione straniera. Ma segnalazioni come quella da Qeshm disegnano un quadro diverso: un regime che, per proteggere i propri mezzi militari, mette sulla linea del fuoco pazienti, studenti e abitanti delle città. Lo stesso regime negli ultimi mesi ha condannato a morte manifestanti della rivolta di Dey.
Fare luce su Qeshm richiede altre immagini e testimonianze degli abitanti dell'isola. Fino ad allora la domanda di questo residente resta senza risposta: che cosa ci fa una difesa aerea dietro il muro di un ospedale?
La segnalazione di una difesa aerea a 200 metri da un ospedale di Qeshm corrisponde allo schema documentato dell'uso di scuole e ospedali da parte della Repubblica islamica in guerra.

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