La quinta sezione del Tribunale rivoluzionario di Kerman ha condannato a morte Shayan Shakibaei, manifestante di 29 anni residente a Kerman. La notizia della sentenza è stata diffusa sabato 31 ottobre 2026. Shakibaei era stato arrestato a Kerman l'8 gennaio 2026, nei giorni culminanti della rivolta di Dey.
Nello stesso processo altri tre imputati sono stati condannati complessivamente a 28 anni di carcere. I loro nomi e i dettagli delle accuse non sono ancora stati resi noti. Secondo i resoconti pubblicati, l'apparato giudiziario della Repubblica islamica ha presentato Shakibaei come il «leader delle proteste di Kerman».
La confessione televisiva dopo l'arresto
Dopo l'arresto di Shakibaei, i media di Stato hanno trasmesso un video in cui lui «confessa» le accuse. Mandare in onda confessioni televisive prima del processo è un metodo abituale della Repubblica islamica per costruire i casi contro i manifestanti, e i prigionieri politici hanno più volte denunciato che queste confessioni vengono estorte sotto pressione e tortura. Finora non è stato pubblicato l'atto d'accusa, né è chiaro se Shakibaei abbia potuto avere un avvocato di sua scelta o se la sentenza sia arrivata alla Corte suprema.
Un'ondata di condanne a morte per i manifestanti di Dey
La condanna di Shakibaei è arrivata appena un giorno dopo che DIAR aveva dato notizia delle condanne a morte di Shahab Zohdi e di altri quattro arrestati della rivolta di Dey nei tribunali rivoluzionari di Teheran. Lo stesso giorno Gholamhossein Mohseni-Ejei, capo della magistratura, aveva chiesto di accelerare i processi per «collaborazione con il nemico».
L'organizzazione Iran Human Rights aveva già segnalato che centinaia di arrestati della rivolta di Dey rischiano condanne a morte o accuse punibili con la pena capitale. Questa settimana la missione d'inchiesta dell'ONU ha inoltre reso noto che almeno 221 bambini sono stati uccisi durante la rivolta di Dey.
Shayan Shakibaei, 29 anni, è stato condannato a morte dieci mesi dopo il suo arresto nella rivolta di Dey.

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