170 religiosi, leader e attivisti della comunità cristiana iraniana, in una lettera alla Fondazione Friedrich Naumann per la libertà, hanno sostenuto la decisione della fondazione di assegnare il Premio della libertà 2026 al popolo iraniano e di affidarlo al principe Reza Pahlavi in rappresentanza della nazione iraniana. L'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi ha pubblicato la lettera lunedì 26 ottobre 2026.
I firmatari scrivono che assegnare il premio al popolo iraniano è un segno di solidarietà mondiale con una nazione che lotta per la libertà, e che sostengono «pienamente» l'affidamento al principe Reza Pahlavi perché lo riceva nella chiesa di San Paolo a Francoforte.
In difesa della libertà di credo e delle minoranze religiose
Gli autori della lettera ricordano che i cristiani dell'Iran, insieme ad altre minoranze religiose, subiscono da decenni persecuzioni, repressione e discriminazioni sistematiche sotto la Repubblica islamica. Secondo loro, il principe Reza Pahlavi ha sempre difeso i diritti fondamentali di tutti gli iraniani, a prescindere da credo e religione, e ha proseguito la via della famiglia Pahlavi nella tutela delle minoranze religiose, nell'istituzionalizzazione della libertà di credo e nella convivenza pacifica.
I firmatari indicano il principe Reza Pahlavi come difensore delle minoranze religiose, in particolare dei cristiani, e lo considerano un degno depositario del premio. Ringraziano inoltre la famiglia Pahlavi per l'aiuto umanitario discreto ai rifugiati cristiani iraniani in Grecia e in altri Paesi, costretti a lasciare l'Iran a causa delle persecuzioni.
Il Premio della libertà 2026 e la cerimonia di Francoforte
La Fondazione Friedrich Naumann, vicina al Partito liberaldemocratico tedesco, ha assegnato il Premio della libertà 2026 al popolo iraniano e ha chiesto al principe Reza Pahlavi di riceverlo in custodia a nome della nazione iraniana finché non potrà essere consegnato a rappresentanti liberamente eletti dagli iraniani. La cerimonia di consegna si terrà il 7 novembre nella chiesa di San Paolo a Francoforte, e i sostenitori del principe hanno indetto una manifestazione a Francoforte per lo stesso giorno.
Già in precedenza gruppi di repubblicani iraniani avevano sostenuto l'assegnazione del premio al popolo iraniano e il suo ritiro da parte del principe Reza Pahlavi; un sostegno che dimostra come l'appoggio alla sua guida della transizione verso un Iran libero abbia superato i confini politici e religiosi.
170 religiosi e attivisti cristiani iraniani hanno definito il principe Reza Pahlavi degno depositario del Premio della libertà del popolo iraniano.

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