sabato 24 ottobre 2026
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Il caduto Akbar Hamzeh-Hosseini: festeggiato sulla sua tomba il compleanno del campione di ninjutsu

L'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi ha diffuso il video del compleanno del caduto Akbar Hamzeh-Hosseini, atleta ucciso a colpi d'arma da fuoco a Fardis durante la rivolta di Dey.

Perché conta: Raccontare caduti come Akbar Hamzeh-Hosseini vanifica il tentativo della Repubblica islamica di cancellare i nomi dei morti della rivolta di Dey.

Il caduto Akbar Hamzeh-Hosseini: festeggiato sulla sua tomba il compleanno del campione di ninjutsu
Foto: diffusa sui social network

L'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi ha diffuso venerdì 23 ottobre 2026 un video della festa di compleanno del caduto immortale Akbar Hamzeh-Hosseini sulla sua tomba; un giovane atleta che, nei giorni culminanti della rivolta di Dey 1404, fu colpito dalle forze della repressione della Repubblica islamica a Fardis, nell'area di Karaj, provincia di Alborz, e perse la vita.

Nel messaggio l'ufficio del principe lo ha definito «uno dei caduti della rivoluzione nazionale del Leone e Sole dell'Iran» e un giovane che «ha dato la vita per la patria». Il titolo del messaggio è un verso che la famiglia e i compagni hanno recitato sulla sua tomba: «Questo fiore appassito è diventato un dono per la patria». Nel video, invece di piangerlo, familiari e amici hanno festeggiato il suo compleanno accanto alla tomba; un rito che le famiglie dei caduti hanno ripetuto più volte nei mesi successivi alla rivolta di Dey.

Chi era Akbar Hamzeh-Hosseini

Akbar Hamzeh-Hosseini, registrato in alcuni elenchi come Akbar Hamzeh Seyed-Hosseini, era originario di Kuhdasht, nella provincia del Lorestan, e viveva a Fardis. Era campione e allenatore dell'arte marziale ninjutsu e il suo nome compare nell'elenco degli atleti che hanno perso la vita nella repressione della rivolta di Dey. In precedenza era già stato arrestato e incarcerato durante le proteste nazionali del 2022.

Secondo i resoconti pubblicati sulla sua morte, Akbar Hamzeh-Hosseini è stato ucciso da proiettili veri delle forze di sicurezza all'incrocio di Abresan, a Fardis. La data della morte è indicata nei resoconti come la sera dell'8 o del 9 gennaio 2026; le stesse notti in cui Fardis fu uno dei luoghi più sanguinosi della repressione nella provincia di Alborz. Il suo corpo è stato sepolto nella città natale, Kuhdasht. Nei messaggi circolati dopo la sua morte gli si attribuisce di aver detto, prima di scendere in strada, che se fosse successo loro qualcosa, si sapesse che erano usciti per la libertà.

Akbar Hamzeh-Hosseini, campione e allenatore di ninjutsu di Kuhdasht ucciso a Fardis, Karaj, durante la rivolta di Dey 1404
Akbar Hamzeh-Hosseini, campione e allenatore di ninjutsu di Kuhdasht ucciso a Fardis, Karaj, durante la rivolta di Dey 1404

Compleanni sulla tomba: le famiglie dei caduti chiedono giustizia

Festeggiare i compleanni sulle tombe dei caduti è diventato negli ultimi mesi uno dei modi in cui le famiglie chiedono giustizia; un rito che la Repubblica islamica ha cercato più volte di fermare con convocazioni, arresti e pressioni sulle famiglie. Un esempio è Zohreh Ghadimi, madre di Abolfazl Joghatayi, detenuta nel carcere di Mashhad con l'accusa di essersi recata sulle tombe dei caduti di Dey.

Nelle ultime settimane l'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi pubblica una dopo l'altra le storie dei caduti della rivolta di Dey; storie che, contro il tentativo del potere di cancellare i nomi dei morti, tengono vivi i loro volti e le loro vite. DIAR aveva già mostrato in un'analisi che l'ondata di intimidazioni contro manifestanti e famiglie in cerca di giustizia non è segno di forza, ma della dipendenza della Repubblica islamica dalla paura per sopravvivere.

Akbar Hamzeh-Hosseini, campione di ninjutsu di Kuhdasht, è stato ucciso dai proiettili delle forze della repressione a Fardis durante la rivolta di Dey, e oggi il suo compleanno si festeggia sulla sua tomba.

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