giovedì 22 ottobre 2026
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Deputata italiana chiede pressione europea per salvare Najmeh Amini

La deputata Alessia Ambrosi, in un videomessaggio, ha chiesto all'Europa di fare pressione sulla Repubblica islamica per annullare la condanna a morte di Najmeh Amini, 23 anni, di Mashhad.

Deputata italiana chiede pressione europea per salvare Najmeh Amini
Foto: diffusa da organizzazioni per i diritti umani

Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d'Italia alla Camera, in un videomessaggio diffuso mercoledì 21 ottobre 2026 dall'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi, ha richiamato il caso di Najmeh Amini, studentessa di 23 anni condannata a morte per alcuni post sui social, e ha chiesto all'Europa di agire concretamente contro la sua condanna a morte e contro la macchina delle esecuzioni della Repubblica islamica.

Nel messaggio la deputata Ambrosi ha detto che la lotta del popolo iraniano è una lotta per la dignità, la libertà e il diritto all'autodeterminazione, e che il popolo iraniano non va identificato con il regime repressivo della Repubblica islamica. Ha sottolineato che l'Europa deve andare oltre le dichiarazioni di circostanza e usare l'azione diplomatica e una forte pressione internazionale contro le esecuzioni. La deputata ha inoltre affermato che la libertà non è una concessione che un governo fa al popolo, ma un diritto fondamentale di ogni essere umano.

Il caso di Najmeh Amini

Najmeh Amini, studentessa di ragioneria, è detenuta a Mashhad. Secondo Iran Human Rights, la sesta sezione del Tribunale penale uno della provincia del Khorasan Razavi l'ha condannata a morte con l'accusa di «insulto al Profeta» per alcuni post sui social; una sentenza che, secondo l'organizzazione, è stata emessa il 16 settembre, non è ancora definitiva e può essere impugnata davanti alla Corte suprema. Il contenuto dei post non è mai stato reso pubblico.

Najmeh Amini era già stata arrestata dalle forze di sicurezza a gennaio, durante la rivolta di gennaio, ed è stata arrestata di nuovo nel mese iraniano di Bahman (fine gennaio-febbraio) dalla polizia informatica FATA dopo il monitoraggio della sua attività online. In un procedimento separato è stata condannata a 12 anni, sei mesi e un giorno di carcere con le accuse di «azione contro la sicurezza nazionale» e «propaganda contro il sistema». In un messaggio audio diffuso il mese scorso ha chiesto alle organizzazioni per i diritti umani di esaminare il suo caso. Mahmood Amiry-Moghaddam, direttore di Iran Human Rights, ha chiesto l'annullamento della sentenza.

L'ondata di esecuzioni e le reazioni europee

Il messaggio della deputata italiana arriva mentre la Repubblica islamica ha accelerato le esecuzioni dei detenuti nei mesi successivi alla rivolta di gennaio. Questa settimana Iran Human Rights ha denunciato il trasferimento di oltre 200 detenuti del carcere di Ghezel Hesar per l'esecuzione, e la Corte suprema ha confermato di nuovo la condanna a morte di Manouchehr Fallah, prigioniero politico del carcere di Lakan a Rasht. Nelle ultime settimane l'ufficio del principe Reza Pahlavi ha rilanciato i messaggi di politici europei in difesa dei prigionieri politici a rischio di esecuzione.

Alessia Ambrosi ha chiesto all'Europa di fermare l'esecuzione di Najmeh Amini e degli altri detenuti con la pressione diplomatica invece che con dichiarazioni di circostanza.

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