mercoledì 21 ottobre 2026
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Il principe Reza Pahlavi e il suo avvertimento di quarant'anni fa sull'islamismo estremista in Europa

Mentre i disordini si estendono in Francia, l'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi ha ricordato il suo avvertimento di quattro decenni fa sull'arrivo dell'islamismo estremista in Europa.

Il principe Reza Pahlavi e il suo avvertimento di quarant'anni fa sull'islamismo estremista in Europa
Foto: Gage Skidmore, CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons

L'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi ha riproposto all'opinione pubblica europea, mercoledì 21 ottobre 2026, il suo avvertimento sull'islamismo estremista, mentre i disordini si estendono in Francia e in diverse altre città europee. Secondo il suo ufficio, il principe Reza Pahlavi aveva avvertito più di quattro decenni fa che un giorno l'islamismo estremista avrebbe travolto anche l'Europa; un avvertimento che, nelle parole dell'ufficio, oggi «ha bisogno di attenzione più che mai».

Nel messaggio, l'ufficio stampa del principe ha richiamato l'intervista da lui rilasciata otto mesi fa a Stephen Thompson, fondatore del media «Visegrád 24», in cui spiegava perché opporsi all'islamismo estremista non è islamofobia, ma difesa delle società libere.

Le parole del principe Reza Pahlavi nell'intervista a Visegrád 24

In quell'intervista, pubblicata lo scorso inverno, il principe Reza Pahlavi ha ricordato di aver detto all'inizio degli anni Ottanta a un membro della Camera dei Lord britannica che l'Europa considerava il Medio Oriente lontano ed estraneo, ma che un giorno l'islamismo estremista sarebbe arrivato alla porta di casa degli europei. Ha affermato che quella previsione è oggi diventata realtà.

Ha citato l'esempio del Belgio e ha raccontato di una conversazione con un esperto di Iran residente a Bruxelles, secondo il quale in un quartiere vicino al Palazzo reale gli islamisti fanno attività politica per rivendicazioni come l'applicazione della sharia e autobus separati per donne e uomini. Il principe Reza Pahlavi ha criticato il fatto che ogni avvertimento sull'islamismo, soprattutto da parte della sinistra, venga liquidato con l'etichetta di «islamofobia», e ha ricordato che anche i musulmani in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e nello stesso Iran mettono in guardia contro l'islamismo estremista.

Ha indicato l'esperienza dell'Iran come una lezione per l'Europa: dopo il 1979 la Repubblica islamica ha prima cancellato le riforme dell'epoca prerivoluzionaria, in particolare nel diritto di famiglia e nei diritti delle donne, e da lì il paese ha imboccato la via del declino. Secondo lui, l'Europa non deve percorrere la strada da cui il popolo iraniano e quelli della regione cercano di liberarsi.

I disordini in Francia e il ruolo della Repubblica islamica

Il richiamo dell'ufficio del principe arriva mentre la Francia vive proteste e disordini diffusi e ricercatori francesi, come DIAR ha riferito in precedenza, hanno accusato la Repubblica islamica di alimentare questi disordini con campagne online e legami con gruppi di estrema sinistra. Il principe Reza Pahlavi ha più volte affermato negli ultimi mesi che finché la Repubblica islamica resterà al potere, la sua minaccia per la sicurezza dell'Europa rimarrà; un tema emerso anche nel dibattito sull'invito al Parlamento belga.

Il principe Reza Pahlavi afferma che opporsi all'islamismo estremista non è islamofobia, ma difesa delle società libere.

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