Pejman Sorani, 33 anni, residente a Najafabad, nella provincia di Isfahan, è stato ucciso dagli agenti di sicurezza sabato 3 ottobre 2026, dopo uno scontro con un gruppo di sostenitori del governo al distributore di benzina di Aminabad. Secondo Iran International, gli agenti lo hanno investito con un'auto Peugeot mentre cercava di fuggire e poi lo hanno picchiato con violenza.
In base alle informazioni giunte a Iran International, gli agenti hanno sbattuto la testa di Pejman Sorani contro un muro sotto gli occhi delle persone presenti sul posto. Secondo la testata, l'esame del medico legale ha stabilito che la causa della morte sono state le lesioni alla testa. Il suo corpo è stato sepolto a Najafabad lunedì 5 ottobre.
Chi era Pejman Sorani
Iran International ha riferito che Pejman Sorani era stato in precedenza identificato dagli apparati di sicurezza per aver partecipato alle proteste della rivolta di gennaio. Al momento della pubblicazione di questa notizia, le autorità e i media ufficiali della Repubblica islamica non avevano commentato la sua morte e la famiglia non aveva diffuso ulteriori dettagli.

Pressione sui manifestanti nella provincia di Isfahan
La morte di Pejman Sorani arriva in giorni di crescente pressione sui detenuti e sui partecipanti alla rivolta di gennaio nella provincia di Isfahan. All'alba di lunedì 5 ottobre la magistratura della Repubblica islamica ha giustiziato Alireza Sepahi e Alireza Raeisi, due manifestanti del caso di «piazza Alikhani» a Isfahan, e l'ufficio del principe Reza Pahlavi, in reazione a queste esecuzioni, ha dichiarato che i responsabili di questi omicidi risponderanno davanti a tribunali equi.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno più volte denunciato che gli agenti di sicurezza usano violenza extragiudiziale contro manifestanti e cittadini identificati, e che casi del genere arrivano raramente a un'indagine indipendente.
Pejman Sorani, manifestante identificato della rivolta di gennaio, è morto per un colpo alla testa, secondo il medico legale.

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