martedì 20 ottobre 2026
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Stretto di Hormuz: la lista nera delle navi della Repubblica islamica supera le 120

Un ente controllato dalla Repubblica islamica nello Stretto di Hormuz ha annunciato di aver inserito in una lista nera oltre 120 navi, minacciandole di sequestro, confisca o multe.

Stretto di Hormuz: la lista nera delle navi della Repubblica islamica supera le 120
Foto d'archivio; foto: Paul Harrison, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

L'«Autorità dello Stretto del Golfo Persico», un ente creato dalla Repubblica islamica durante la guerra per controllare il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, ha annunciato in un comunicato di lunedì 19 ottobre 2026 di aver finora inserito 122 navi in un elenco di imbarcazioni che, a suo dire, «non rispettano gli impegni». Le navi di questa lista nera rischiano sequestro, confisca o multe se attraversano lo Stretto di Hormuz.

L'ente ha aggiunto di aver contattato più di 40 altre navi: secondo quanto afferma, 19 navi sono in «trattativa», due sono state rimosse dall'elenco e 30 vi saranno aggiunte se non risponderanno. Alcuni resoconti indicano un totale di 132 navi e la discrepanza non è ancora stata chiarita. Lloyd's List, la rivista specializzata nel trasporto marittimo, il 16 ottobre aveva stimato in 124 le navi della lista dopo l'aggiunta di 43 nuove unità.

Come è cresciuta la lista nera dello Stretto di Hormuz

La Repubblica islamica ha annunciato la prima lista il 24 agosto con 45 petroliere, che il 3 settembre erano salite a 56. Tra le navi dell'elenco figurano imbarcazioni della società emiratina ADNOC Logistics, della sua controllata Navig8 e della società saudita Bahri. Secondo Lloyd's List, nella nuova lista compaiono anche sette superpetroliere della società sudcoreana Sinokor, mentre navi come GFS Pride, GFS Gisele e Angola Prosperity sono state aggiunte dopo essere state colpite da attacchi.

L'ente ha inoltre minacciato che qualsiasi nave che trasferisca carichi con le imbarcazioni inserite nell'elenco, anche tramite il trasferimento di petrolio da nave a nave, verrà a sua volta aggiunta alla lista. Secondo un'analisi della rivista Sea-Trade, 19 delle navi dell'elenco sono state attaccate in ottobre e almeno 14 sono state aggiunte alla lista dopo l'attacco: uno schema che indica come la lista serva più a giustificare attacchi già compiuti che ad avvertire in anticipo.

Le sanzioni americane e le conseguenze per il trasporto marittimo

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato l'ente in aprile, e qualsiasi pagamento o pedaggio versato al suo indirizzo potrebbe comportare il congelamento dei beni. Prima della guerra, circa un quinto del petrolio e del gas liquefatto mondiali transitava per lo Stretto di Hormuz. L'elenco si allarga mentre i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) hanno segnalato più volte negli ultimi giorni petroliere finite contro mine marine e il loro portavoce ha minacciato i cavi internet sotto lo Stretto di Hormuz; il CENTCOM, al contrario, afferma che il 97 per cento delle navi ha attraversato lo stretto senza problemi.

La petroliera Tanzanite, di proprietà di Navig8, nel porto di New York
La petroliera Tanzanite, di proprietà di Navig8, nel porto di New York

Con la lista nera dello Stretto di Hormuz, la Repubblica islamica ha trasformato una delle vie d'acqua più importanti del mondo in uno strumento di estorsione ai danni del trasporto marittimo internazionale.

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