Masoud Pezeshkian, presidente della Repubblica islamica, ha affermato lunedì 5 ottobre 2026, durante un incontro a Teheran con Ararat Mirzoyan, ministro degli Esteri dell’Armenia, che negoziare con gli Stati Uniti non ha senso. Secondo l’agenzia ufficiale IRNA, ha sostenuto che l’obiettivo di Washington non è il dialogo, ma il rovesciamento della Repubblica islamica.
Pezeshkian ha detto durante l’incontro che il problema di Teheran con gli Stati Uniti è che «ogni volta che veniamo al tavolo dei negoziati, ci viene subito imposta la guerra». Secondo lui, gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran tre volte dopo i colloqui, e negoziare con una parte che, a suo dire, ricorre ogni giorno ad assassinii, sanzioni, pressioni e minacce e non rispetta i propri impegni non ha senso. Anche l’agenzia France-Presse e il quotidiano Times of Israel hanno riportato le dichiarazioni citando i media statali.
L’affermazione di Pezeshkian sugli ispettori dell’AIEA
In un altro passaggio, il presidente della Repubblica islamica ha sostenuto che ogni volta che gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica sono venuti in Iran, in seguito siti nucleari sono stati bombardati e scienziati nucleari assassinati. Ha definito il bombardamento di impianti sotto la supervisione dell’AIEA una violazione del diritto internazionale. Secondo France-Presse, anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha detto che la soluzione militare non funziona e ha indicato come unica via un negoziato equo e giusto.
Nell’incontro si è parlato anche dell’ampliamento della cooperazione commerciale, scientifica e tecnologica tra i due Paesi e della stabilità nel Caucaso. Mirzoyan ha sottolineato l’approccio dell’Armenia orientato alla pace nella regione.
Lo stato dei negoziati tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti
Le dichiarazioni arrivano mentre, secondo France-Presse, i colloqui per porre fine alla guerra iniziata alla fine di febbraio 2026 sono fermi dal memorandum d’intesa di giugno e anche i colloqui indiretti a margine dell’Assemblea generale dell’ONU non hanno prodotto risultati. Secondo lo stesso resoconto, dal 1° settembre gli Stati Uniti non hanno compiuto attacchi contro l’Iran e hanno spostato l’attenzione sulla pressione economica.
In precedenza Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, aveva detto che Teheran non negozia con Washington sul dossier nucleare e si concentra sullo Stretto di Hormuz. Anche Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, aveva annunciato che lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non saranno soddisfatte le sette condizioni di Teheran. Nel frattempo Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate, ha minacciato i Paesi che ospitano forze statunitensi.
Il presidente della Repubblica islamica ha definito inutili i negoziati con gli Stati Uniti mentre i colloqui per porre fine alla guerra sono fermi da mesi.

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