L'organizzazione della lega calcio ha annunciato in una lettera ai club che d'ora in poi la presenza di uomini alle partite di calcio femminile è vietata. Il divieto, reso pubblico domenica 18 ottobre 2026, non riguarda solo gli spettatori: giornalisti, fotografi e operatori video uomini, e persino i dirigenti uomini dei club, non possono entrare nello stadio nei giorni delle partite femminili.
Secondo quanto è stato pubblicato della lettera, la decisione è stata presa da autorità superiori e l'organizzazione della lega è solo tenuta ad applicarla. La lettera non ha precisato se anche gli allenatori e lo staff tecnico uomini delle squadre siano soggetti al divieto, e finora l'organizzazione della lega non ha spiegato come saranno coperte mediaticamente le partite una volta esclusi giornalisti e fotografi uomini.
Il calcio femminile sotto la pressione di nuove restrizioni
Da anni il calcio femminile in Iran lotta con la mancanza di spettatori, un budget irrisorio e il disinteresse dei media, e la diretta di alcune partite negli ultimi mesi era uno dei pochi passi per rendere visibili le calciatrici. Chiudendo le porte a gran parte dei fotografi e dei giornalisti sportivi, il nuovo divieto minaccia anche quella poca visibilità.
La decisione segue le nuove restrizioni di genere annunciate negli ultimi mesi dagli organi della Repubblica islamica. Pochi giorni fa l'Assemblea degli esperti ha chiesto un'applicazione rigorosa della legge sull'hijab obbligatorio, e la separazione tra donne e uomini è ora arrivata anche negli stadi del calcio femminile.
Discriminazione di genere negli stadi
Fin dai primi anni dopo il 1979 la Repubblica islamica ha limitato o vietato la presenza delle donne anche negli stadi del calcio maschile, e solo sotto la pressione della FIFA, e dopo la morte di Sahar Khodayari nel 2019, ha ceduto a una presenza limitata di donne in alcune partite della nazionale. Ora questa separazione viene applicata anche in senso inverso, e a pagarne il prezzo sono prima di tutto le stesse atlete, che, essendo meno visibili, perdono anche sponsor e opportunità professionali.
Il divieto per giornalisti e fotografi uomini priva il calcio femminile iraniano anche della sua scarsa copertura mediatica.

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