La madre di Salar Rashidzadeh, detenuto condannato a morte nel carcere centrale di Yasuj, ha avuto un infarto ed è morta durante l'ultimo colloquio della famiglia con il figlio, dopo aver saputo che l'esecuzione della sentenza era imminente. Secondo Iran Human Rights, l'esecuzione è stata rinviata di alcuni giorni dopo la morte della madre, ma Salar Rashidzadeh è stato infine giustiziato nel carcere di Yasuj mercoledì 7 ottobre 2026.
Salar Rashidzadeh aveva 49 anni, era originario di Qazvin, viveva nel quartiere di Imamzadeh Hasan a Teheran ed era padre di tre figli. Con un furgone trasportava merci dal mercato ortofrutticolo di Sadeghieh verso le città vicine. Secondo una fonte ben informata, la sua esecuzione era inizialmente prevista per il 29 settembre ed è stata eseguita otto giorni dopo la morte della madre. Le autorità della Repubblica islamica non hanno finora annunciato la sua esecuzione.
Il caso e l'accusa contro Salar Rashidzadeh
Circa quattro anni fa è stato arrestato vicino a Yasuj mentre trasportava un carico ed è stato accusato di trasportare 8,6 chilogrammi di metanfetamina cristallina ed eroina. Il Tribunale rivoluzionario lo ha condannato a morte.
L'ondata di esecuzioni per droga nelle carceri iraniane
L'esecuzione di Salar Rashidzadeh fa parte di una vasta ondata di esecuzioni in Iran, le cui vittime sono per lo più condannati in casi di droga. La settimana scorsa Habib Rakhmshah, padre di cinque figli, è stato giustiziato nel carcere di Gorgan con accuse legate alla droga, e le autorità non hanno annunciato nemmeno la sua esecuzione. Secondo il nuovo rapporto del segretario generale dell'ONU, almeno 1.639 persone sono state giustiziate in Iran nel 2025, quasi la metà con accuse legate alla droga.
La madre di Salar Rashidzadeh è morta all'ultimo colloquio e la Repubblica islamica ha giustiziato il figlio otto giorni dopo.

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