lunedì 19 ottobre 2026
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Abbas Akhundi, ex ministro dei Trasporti, bersaglio di un attentato fallito dopo un discorso critico

Il Fronte riformista ha annunciato l'arresto di un uomo armato che intendeva assassinare Abbas Akhundi, ex ministro dei Trasporti e dell'Urbanistica, dopo il suo discorso critico.

Abbas Akhundi, ex ministro dei Trasporti, bersaglio di un attentato fallito dopo un discorso critico
Foto d'archivio; foto: UNESCO Chair on Cyberspace and Culture: Dual-Spacization of the World, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Abbas Akhundi, ex ministro dei Trasporti e dell'Urbanistica della Repubblica islamica, è stato bersaglio di un attentato fallito dopo un discorso in cui aveva criticato le politiche del governo. Il Fronte riformista iraniano ha annunciato che un uomo armato, che secondo la formazione intendeva assassinare Akhundi, è stato arrestato al termine dell'evento.

Secondo il Fronte riformista, l'arrestato avrebbe affermato di avere legami con un altro gruppo, avrebbe detto che in caso di arresto altri avrebbero proseguito il suo lavoro e avrebbe indicato come possibili bersagli anche i nomi di altre figure. Finora nessun organo ufficiale ha reso noti o confermato l'identità di quest'uomo, il suo movente e il presunto legame con un altro gruppo, e anche la magistratura della Repubblica islamica non ha fornito alcuna spiegazione sul caso.

Chi è Abbas Akhundi

Akhundi è stato ministro dei Trasporti e dell'Urbanistica nel governo di Hassan Rouhani dal 2013 al 2018 e si è dimesso dall'incarico nell'ottobre 2018. Negli ultimi anni è stato tra i critici della politica estera ed economica della Repubblica islamica tra le figure interne al sistema, e il Fronte riformista aveva inserito il suo nome nell'elenco dei candidati proposti per le presidenziali del 2024.

Un clima di minacce e violenza all'interno del sistema

L'attentato ad Akhundi avviene mentre la Repubblica islamica, dopo la guerra e sotto il blocco navale americano, ha esteso la portata della repressione perfino ai critici interni al sistema. Nelle ultime settimane il progetto di legge «contro l'infiltrazione» in parlamento obbliga i cittadini a informare le autorità prima di lasciare il Paese, e la procura di Teheran ha aperto un fascicolo contro un autore satirico per aver imitato la voce di Ali Khamenei.

Non è la prima volta che una figura critica si trova di fronte a una minaccia fisica dopo un discorso o una dichiarazione pubblica. Un governo che per anni ha organizzato l'assassinio dei propri oppositori, in patria e all'estero, si trova ora di fronte a una violenza che nasce dall'interno delle sue stesse fazioni; una violenza per la quale a oggi non è stata annunciata alcuna chiara assunzione di responsabilità.

L'uomo armato che intendeva assassinare Abbas Akhundi è stato arrestato, ma il governo continua a tacere sulla sua identità e sul suo movente.

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