La Repubblica islamica ha giustiziato in segreto Ayoub Mohammad Nabil, cittadino iracheno di 28 anni, nel carcere di Lakan a Rasht. L'organizzazione per i diritti umani Hengaw ha riferito dell'esecuzione martedì 13 ottobre 2026, affermando che l'accusa era di «spionaggio» per gruppi sostenuti dall'Arabia Saudita; per questa accusa non è stato pubblicato alcun documento né dettaglio sullo svolgimento del processo.
L'esecuzione avviene mentre lo scontro tra l'Arabia Saudita e gli houthi sostenuti dalla Repubblica islamica ha raggiunto un nuovo picco e gli attacchi degli houthi agli aeroporti sauditi hanno lasciato decine di morti e feriti. La coincidenza dell'esecuzione di un cittadino straniero accusato di collaborare con gruppi vicini a Riad ha reso ancora più seri gli interrogativi sull'uso politico della pena di morte da parte della Repubblica islamica. La data esatta dell'esecuzione, il momento dell'arresto e il nome del tribunale che ha emesso la sentenza non sono stati resi noti.
Giustiziati altri tre detenuti a Rasht e Semnan
HRANA, citando Iran Human Rights, ha riferito che altri tre detenuti sono stati giustiziati domenica 11 ottobre nelle carceri di Rasht e Semnan. Mehdi Ranjbaran, 48 anni, padre di due figli, originario di Shahroud, arrestato circa due anni fa dopo una rissa e condannato a morte per omicidio, è stato giustiziato nel carcere di Semnan.
Masoud Khodayari e Behnam Mozaffarzadeh, entrambi di Lahijan, sono stati giustiziati nel carcere di Rasht in casi distinti legati alla droga. Khodayari era stato arrestato circa due anni fa e Mozaffarzadeh circa quattro anni fa. Le autorità giudiziarie della Repubblica islamica non hanno annunciato ufficialmente nessuna di queste esecuzioni.
L'ondata di esecuzioni in Iran
Secondo il rapporto annuale di HRANA, nell'anno iraniano 1404 (da marzo 2025 a marzo 2026) la Repubblica islamica ha giustiziato almeno 2.488 persone, tra cui 63 donne e due minorenni al momento del reato; 13 esecuzioni sono state eseguite in pubblico. Nello stesso periodo sono state emesse almeno 130 nuove condanne a morte. Le organizzazioni per i diritti umani hanno più volte avvertito che le esecuzioni per reati legati alla droga, in gran parte a carico di persone povere ed emarginate, costituiscono una quota consistente di questi dati.
Le esecuzioni sono avvenute in una settimana in cui Amnesty International ha definito l'esecuzione di cinque manifestanti della rivolta di gennaio uno strumento di intimidazione e HRANA ha riferito il numero più alto di esecuzioni in un decennio.
La Repubblica islamica ha giustiziato in segreto un cittadino iracheno nel carcere di Lakan a Rasht con l'accusa di spionaggio, senza un processo trasparente.

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