martedì 20 ottobre 2026
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Starlink: Mohammad Amin Aghamiri dice che i sistemi contro l'internet satellitare sono pronti

Mohammad Amin Aghamiri, capo del Centro nazionale per il cyberspazio, ha dichiarato martedì 13 ottobre che sono pronti sistemi per individuare e interrompere Starlink, già utilizzati durante la rivolta di dicembre-gennaio.

Starlink: Mohammad Amin Aghamiri dice che i sistemi contro l'internet satellitare sono pronti

Mohammad Amin Aghamiri, capo del Centro nazionale per il cyberspazio e segretario del Consiglio supremo del cyberspazio della Repubblica islamica, ha dichiarato in una conferenza stampa martedì 13 ottobre 2026 che diversi sistemi interni sono stati progettati e testati per individuare i terminali Starlink e interromperne il collegamento con il satellite, e che l'equipaggiamento è pronto per l'impiego. Nei mesi del blackout totale di internet, Starlink è stato una delle poche vie con cui i cittadini hanno potuto far uscire dal Paese notizie e immagini.

Aghamiri ha detto che una di queste tecnologie è stata impiegata durante la rivolta di dicembre-gennaio su decisione dei responsabili di una determinata regione e può essere usata anche in altre regioni. Ha sostenuto che contrastare Starlink è possibile sia «da terra» sia «dal cielo», ma non ha fornito alcun dettaglio tecnico né il nome di questi sistemi. Il capo del Centro nazionale per il cyberspazio ha aggiunto che la Repubblica islamica è pronta a mettere questa tecnologia a disposizione dei «Paesi alleati» e che la cooperazione in questo campo prosegue; non ha citato nessun Paese.

Rallentamento deliberato di internet e censura

Queste dichiarazioni sono arrivate lo stesso giorno in cui Fatemeh Mohajerani, portavoce del governo di Masoud Pezeshkian, ha confermato il rallentamento deliberato della velocità di internet in Iran, attribuendolo alle «condizioni di guerra» e alla minaccia di attacchi informatici. Anche in precedenza i responsabili della Repubblica islamica avevano parlato della possibilità di un nuovo blocco di internet in caso di ripresa della guerra.

Durante la rivolta di dicembre-gennaio, rapporti indipendenti hanno segnalato gravi interferenze nel funzionamento di Starlink in alcune zone e tentativi di disturbare e manipolare i segnali di posizionamento satellitare, ma finora nessun testimone indipendente ha dimostrato che la Repubblica islamica sia in grado di mettere completamente fuori uso Starlink in tutto il Paese.

Precedenti dei blocchi di internet in Iran

Dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica del 28 febbraio 2026, internet in tutto l'Iran è rimasto interrotto per 88 giorni; NetBlocks l'ha definito il più lungo blocco nazionale di internet della storia contemporanea. I responsabili ne hanno indicato il motivo come «di sicurezza», mentre i critici sostengono che l'obiettivo fosse sbarrare la strada alla libera circolazione delle informazioni. Dall'inizio della rivolta e della guerra, le autorità giudiziarie e di sicurezza hanno più volte annunciato l'arresto di cittadini accusati di detenere o vendere apparecchiature Starlink.

Un terminale ricevente di internet satellitare Starlink a New York; foto d'archivio. Foto: SWinxy, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Un terminale ricevente di internet satellitare Starlink a New York; foto d'archivio. Foto: SWinxy, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Dopo 88 giorni di blocco nazionale di internet, la Repubblica islamica prende ora di mira l'ultima via libera dei cittadini per comunicare con il mondo.

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