Reza Shoja-Mazraji, insegnante di ruolo del ministero dell'Istruzione a Sarakhs, con 21 anni di servizio e tra i detenuti della rivolta di gennaio 2026, è stato condannato complessivamente a oltre quattro anni di carcere dalla sezione 4 del Tribunale rivoluzionario di Mashhad. Secondo IranWire, il processo all'insegnante si è svolto in sua assenza.
Secondo questo resoconto, pubblicato citando il Consiglio di coordinamento delle associazioni sindacali degli insegnanti iraniani, il signor Shoja-Mazraji è stato condannato a tre anni, sei mesi e un giorno con l'accusa di «assembramento e collusione» e a sette mesi e 16 giorni di carcere con l'accusa di «propaganda contro il sistema». La pena di tre anni, sei mesi e un giorno è considerata la più grave e sarà eseguita se diventerà definitiva.
Arrestato in casa e rilasciato con una cauzione di due miliardi di toman
Secondo HRANA, le forze di sicurezza hanno arrestato l'insegnante il 9 gennaio 2026, nei giorni culminanti della rivolta nazionale, nella sua casa di Sarakhs. Dopo circa un mese, il 7 febbraio, è stato rilasciato dalla camera di detenzione dell'Intelligence di Sarakhs dopo il versamento di una cauzione di due miliardi di toman.
Il Consiglio di coordinamento delle associazioni sindacali degli insegnanti ha condannato l'emissione della sentenza e ha definito il trattamento securitario e giudiziario di insegnanti e attivisti sindacali una palese violazione dei diritti sindacali e della libertà di associazione e di riunione.

La repressione di insegnanti e manifestanti di gennaio
La sentenza contro il signor Shoja-Mazraji fa parte di un'ondata di condanne che la magistratura della Repubblica islamica emette, mesi dopo la rivolta di gennaio, contro i manifestanti: dalle pene detentive e capitali alle convocazioni di attivisti sindacali degli insegnanti come Mahmoud Beheshti Langaroudi e ai provvedimenti disciplinari contro gli studenti che hanno protestato. In questi casi i tribunali rivoluzionari emettono spesso pesanti condanne con accuse come «assembramento e collusione» e «propaganda contro il sistema», senza che l'imputato abbia libero accesso a un avvocato.
Un insegnante con 21 anni di servizio è stato condannato in contumacia a oltre quattro anni di carcere per aver partecipato alla rivolta di gennaio.

Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo.