Ali Zakani, 19 anni, di Mahmudabad, nella provincia di Qazvin, arrestato il giorno dopo le proteste dell'8 gennaio 2026, è stato condannato a morte secondo fonti per i diritti umani e rischia che la sentenza venga eseguita. Voice of America, citando rapporti del Centro per i diritti umani in Iran, ha scritto sabato 10 ottobre 2026 che al giovane è stata estorta una confessione forzata sotto tortura.
Secondo il rapporto, il 9 gennaio, dopo essere stato convocato dagli organi di sicurezza, Ali Zakani si è presentato nel luogo indicato ed è stato arrestato. È detenuto nel carcere di Chubindar a Qazvin. Secondo le fonti per i diritti umani, durante l'interrogatorio è stato picchiato al punto che gli sono state rotte due costole e quattro denti. L'accusa mossagli dal Tribunale rivoluzionario è «moharebeh» (guerra contro Dio), basata, secondo le stesse fonti, sull'aver rotto la vetrina di una banca, distrutto uno sportello bancomat e danneggiato beni pubblici.
Diritto alle visite revocato dopo la sentenza
Secondo Voice of America, Ali Zakani poteva incontrare la famiglia fino all'emissione della sentenza, ma questo diritto gli è stato tolto dopo la notifica della condanna a morte. Il nome del giudice del caso e la data della sentenza non sono ancora stati resi noti.
In un comunicato pubblicato sabato 10 ottobre dai media interni, la magistratura della Repubblica islamica ha definito «pure menzogne» le notizie sulle torture subite dal detenuto e ha sostenuto che «finora non è stata emessa alcuna sentenza definitiva» nei suoi confronti. Il comunicato non ha smentito l'emissione di una condanna a morte in primo grado e ha parlato solo del fatto che non sia definitiva. Nello stesso comunicato la magistratura ha descritto il giovane come uno dei protagonisti di quello che definisce il «colpo di Stato di gennaio», un'etichetta che il governo usa per la rivolta nazionale di gennaio.

Secondo fonti per i diritti umani, durante l'interrogatorio Ali Zakani ha perso due costole e quattro denti, e la sua condanna a morte è stata emessa sulla base di una confessione forzata.
Le esecuzioni dei manifestanti della rivolta di gennaio
Il caso di Ali Zakani emerge in un momento in cui la Repubblica islamica ha giustiziato negli ultimi mesi diversi arrestati della rivolta di gennaio, tra cui Alireza Sepahi e Alireza Raisi, due imputati del caso di piazza Alikhani a Isfahan, giustiziati all'alba di lunedì 5 ottobre nel carcere di Dastgerd a Isfahan. Nello stesso servizio Voice of America ha riferito un altro racconto, citando fonti per i diritti umani, secondo cui a Isfahan gli inquirenti avrebbero maltrattato la madre di un 18enne davanti a lui per estorcergli una confessione.
In precedenza il Tribunale rivoluzionario di Bojnurd aveva condannato a morte Hadi Abbasian, manifestante di Shirvan, per dei video di protesta. Venerdì 9 ottobre l'HRANA ha riferito nel suo rapporto annuale di almeno 2003 esecuzioni in Iran in un anno.

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