martedì 3 novembre 2026
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Trump a Channel 12 israeliano: non ho fretta di decidere sulla Repubblica islamica

Donald Trump ha detto il 2 novembre a Channel 12 israeliano di non avere fretta di decidere sulla ripresa della guerra con la Repubblica islamica: la pressione economica ha logorato Teheran.

Perché conta: Se Trump sceglierà pazienza e blocco, la pressione economica sulla Repubblica islamica continuerà e una nuova guerra sarà per ora rinviata.

Trump a Channel 12 israeliano: non ho fretta di decidere sulla Repubblica islamica

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lunedì 2 novembre 2026, in un'intervista alla televisione israeliana Channel 12, di non avere fretta di decidere se riprendere la guerra con la Repubblica islamica. Ha detto che la pressione economica americana ha logorato il governo di Teheran e che la Repubblica islamica non ha soldi.

Trump ha affermato che i negoziati indiretti con la mediazione del Qatar procedono bene e che Teheran vuole un accordo più che in qualsiasi momento dall'inizio della guerra. Allo stesso tempo ha detto che non è chiaro chi prenda le decisioni nella Repubblica islamica e che gli Stati Uniti non vogliono essere ingannati di nuovo.

Tre linee alla Casa Bianca

Secondo Channel 12, i consiglieri di Trump si dividono in tre gruppi. Uno, insieme alla maggior parte dei leader dei Paesi del Golfo Persico, preferisce un accordo negoziato e sostiene che un nuovo attacco non cambierebbe la situazione. Un altro vuole riprendere la guerra per raggiungere gli obiettivi militari, posizione sostenuta anche da Benjamin Netanyahu, che nella telefonata di sabato aveva chiesto a Trump di riprendere gli attacchi dopo le elezioni americane. Il terzo gruppo, guidato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, vuole proseguire il blocco navale e le sanzioni e attendere settimane o mesi finché la Repubblica islamica non recederà dalle sue posizioni. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva.

Una bozza di accordo in circolazione

Nel frattempo una fonte a conoscenza dei negoziati ha detto a Reuters che circola una bozza di proposta di accordo tra le due parti e che potrebbe tenersi un altro incontro. La delegazione della Repubblica islamica ha lasciato Doha domenica, mentre il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi è rimasto a Doha per lo scambio di messaggi. La Repubblica islamica ha posto come condizione per la riapertura dello Stretto di Hormuz la fine del blocco navale e lo sblocco dei beni congelati, tra cui 6 miliardi di dollari in Qatar.

Trump aveva già detto che non avrebbe sferrato un nuovo attacco prima delle elezioni di metà mandato di martedì, ma non ha escluso l'opzione militare. Domenica in Iowa aveva anche detto che la Repubblica islamica o fa un accordo o gli Stati Uniti finiranno il lavoro.

Trump sostiene che il tempo gioca a favore dell'America, perché blocco e sanzioni hanno lasciato la Repubblica islamica senza soldi.

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