martedì 3 novembre 2026
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L'ufficio del principe Reza Pahlavi: due giovani di Isfahan rischiano l'esecuzione imminente

L'ufficio del principe Reza Pahlavi ha avvertito il 2 novembre che Abolfazl Ebrahimi e Amirhossein Maleki, manifestanti di Dey detenuti a Isfahan, rischiano l'esecuzione.

Perché conta: Giustiziare due ventenni dopo un processo a porte chiuse è il messaggio con cui la Repubblica islamica risponde ai manifestanti di Dey: la forca.

L'ufficio del principe Reza Pahlavi: due giovani di Isfahan rischiano l'esecuzione imminente
Foto d'archivio; foto: Gage Skidmore, CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons

È stato pubblicato un aggiornamento più recente di questa notizia: خطر اعدام سحرگاه سه‌شنبه سه معترض پرونده میدان علیخانی اصفهان

L'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi ha avvertito lunedì sera, 2 novembre 2026, che Abolfazl Ebrahimi e Amirhossein Maleki, due ventenni arrestati durante la rivolta di Dey, rischiano un'esecuzione imminente. Secondo l'ufficio del principe, i due detenuti si trovano nel carcere di Dastgerd a Isfahan e le loro famiglie sono state convocate per una visita che potrebbe essere l'ultima.

L'ufficio del principe Reza Pahlavi ha definito le condanne ingiuste e frutto di processi farsa, e ha chiesto agli iraniani di essere la loro voce e di fare tutto il possibile per salvarli.

Il caso di piazza Alikhani a Isfahan

Abolfazl Ebrahimi e Amirhossein Maleki sono tra i 12 imputati di un caso noto come quello di «piazza Alikhani» a Isfahan. I funzionari della Repubblica islamica sostengono che durante le proteste dell'8 gennaio 2026 in questa piazza, tra Malekshahr e Kaveh, siano stati uccisi quattro membri dei Basij; in seguito decine di persone sono state arrestate. Le autorità accusano gli imputati di concorso in omicidio, incendio e danneggiamento, ma i processi si sono svolti a porte chiuse e le sentenze non sono state pubblicate.

La Corte suprema ha confermato le condanne a morte dei 12 imputati. A luglio 2026, 14 detenuti sono stati trasferiti dal reparto comune del carcere di Dastgerd in isolamento e ad agosto le famiglie di alcuni imputati sono state convocate per un ultimo incontro. Gli esperti per i diritti umani dell'Onu hanno affermato che l'accusa specifica contro ciascun imputato non è chiara e che in primo grado gli imputati sono stati privati di un avvocato indipendente.

Un'ondata di condanne a morte contro i manifestanti di Dey

L'allarme arriva mentre la magistratura della Repubblica islamica emette nuove condanne a morte contro i detenuti della rivolta di Dey. L'ufficio del principe Reza Pahlavi aveva già avvertito del rischio di esecuzione imminente di Shahab Zohdi nel carcere di Ghezel Hesar, e il tribunale rivoluzionario di Kerman ha condannato a morte Shayan Shakibaei.

Due ventenni di Isfahan, manifestanti della rivolta di Dey, sono sull'orlo dell'esecuzione dopo un processo a porte chiuse.

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