Domenica 1 novembre 2026, giorno di Abangan, il principe Reza Pahlavi ha definito questa antica festa «un prezioso lascito dei nostri antenati» in un messaggio sul suo canale ufficiale e ha chiesto ai connazionali, in assenza di un governo nazionale, di proteggere la natura dell'Iran insieme ai guardiaparco.
Ha descritto Abangan come simbolo dell'antico rispetto degli iraniani per l'acqua, la natura e la vita, e ha scritto che nella «epoca buia della Repubblica islamica» la natura dell'Iran, come il suo popolo, è stata vittima di decenni di malgoverno, incompetenza e saccheggio. Il principe Reza Pahlavi ha indicato le foreste in via di distruzione, i fiumi e le zone umide prosciugati e gli habitat danneggiati come prova di questa devastazione.
Il ricordo dei guardiaparco caduti
Una parte importante del messaggio è stata dedicata ai guardiaparco. Il principe Reza Pahlavi li ha definiti «onesti e devoti» e ha scritto che, nonostante la scarsità di mezzi e la mancanza di tutele legali ed economiche, continuano a proteggere il patrimonio naturale della patria e talvolta perdono la vita per farlo. In questo Abangan ha onorato la memoria dei guardiaparco caduti.
Da anni i guardiaparco iraniani lamentano salari bassi, carenza di personale e di attrezzature e l'assenza di tutele legali negli scontri con i bracconieri; alcuni di loro sono rimasti uccisi proprio in questi scontri.
Il programma dell'Iran libero per la natura
In un'altra parte del messaggio il principe Reza Pahlavi ha delineato la politica ambientale dell'Iran dopo la Repubblica islamica. Secondo lui, nell'Iran libero il ripristino di foreste e zone umide, la tutela degli habitat e della fauna selvatica e la gestione scientifica delle risorse naturali saranno priorità nazionali. Ha definito «una necessità innegabile» garantire ai guardiaparco sicurezza fisica e lavorativa, tutela legale, attrezzature adeguate e un reddito dignitoso.
Il messaggio si inserisce nei piani che si stanno elaborando attorno al principe Reza Pahlavi per le crisi ambientali dell'Iran. La settimana scorsa due consulenti dell'Iran Prosperity Project hanno definito la crisi energetica e l'inquinamento atmosferico dell'Iran il frutto di 47 anni di governo della Repubblica islamica e hanno indicato una via d'uscita. Il messaggio è stato diffuso un giorno dopo il 66º compleanno del principe Reza Pahlavi.
Ha concluso il messaggio con l'augurio che il patrimonio naturale dell'Iran torni a fiorire «all'ombra della libertà e della prosperità della patria» e resti duraturo per le generazioni future.
Il principe Reza Pahlavi ha definito priorità nazionali dell'Iran libero il ripristino di foreste e zone umide e il sostegno legale ed economico ai guardiaparco.

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