lunedì 19 ottobre 2026
Invia un link

Spaccatura nella Repubblica islamica: Kayhan attacca il ruolo di Ghalibaf nei negoziati con gli Usa

Hossein Shariatmadari ha messo in discussione su Kayhan il ruolo del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf nei negoziati con gli Usa, nuovo segnale della spaccatura nella Repubblica islamica.

Spaccatura nella Repubblica islamica: Kayhan attacca il ruolo di Ghalibaf nei negoziati con gli Usa
Immagine d'archivio; Foto: Manfi, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Hossein Shariatmadari, direttore del quotidiano oltranzista Kayhan, ha messo in discussione in un editoriale pubblicato mercoledì 7 ottobre 2026 il ruolo di Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, come capo negoziatore del regime con gli Stati Uniti. Secondo Iran International, ha scritto che affidare questo incarico a Ghalibaf ha di fatto messo fuori gioco il Parlamento per sette mesi.

Shariatmadari ha chiesto ai responsabili di spiegare perché un'istituzione centrale sia rimasta quasi ferma in tempo di guerra. Ha inoltre sostenuto che la presidenza del Parlamento e la guida della squadra negoziale sono incompatibili, perché il Parlamento deve vigilare sulla squadra negoziale e Ghalibaf si trova così a essere al tempo stesso controllore e controllato.

Una decisione presa con l'approvazione di Khamenei

Kayhan non ha nominato Ali Khamenei nell'editoriale, ma Iran International ha ricordato che la nomina di Ghalibaf a capo della squadra negoziale era avvenuta con l'approvazione dello stesso Khamenei. Mahmoud Nabavian, deputato della linea dura, aveva dichiarato il 10 aprile che la scelta era stata fatta con il parere e il coordinamento di Khamenei. Lo stesso Ghalibaf aveva detto di non essersi proposto per l'incarico e che i negoziati erano andati avanti con il permesso di Khamenei. Khamenei è stato ucciso negli attacchi di Stati Uniti e Israele all'inizio della guerra.

Ghalibaf guida la delegazione della Repubblica islamica nei colloqui con Washington da quando i negoziati sono iniziati a Islamabad ad aprile. Non è il primo scontro pubblico tra i due: ad agosto Shariatmadari si era già scontrato con lui per il suo sostegno ai negoziati, e Ghalibaf aveva risposto che il regime deve negoziare quando è necessario e combattere quando è necessario.

Kayhan mette ora in discussione una decisione che, secondo esponenti del regime, era stata presa con l'approvazione dello stesso Khamenei.

Negoziati in stallo e lotta tra fazioni

L'editoriale è uscito mentre i negoziati tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti sono di fatto fermi. Masoud Pezeshkian aveva detto martedì 6 ottobre che il dialogo non ha senso finché prosegue il blocco navale americano. Kayhan ha inoltre chiesto il ritiro immediato e completo del regime dai canali diplomatici mediati dal Qatar.

Nello stesso tempo, esponenti americani, tra cui il vicepresidente JD Vance, dicono apertamente che non è chiaro chi prenda le decisioni nella Repubblica islamica. Lo scontro pubblico tra Kayhan e il presidente del Parlamento sul principio stesso del negoziato restituisce l'immagine di un regime che, dopo sette mesi di guerra, non riesce a mettersi d'accordo nemmeno sulla propria strategia.

Fonti

0
Per commentare accedi o registrati.

Nessun commento ancora. Sii il primo.