venerdì 30 ottobre 2026
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Il procuratore di Teheran ordina di oscurare le pagine dei tour turistici

Ali Salehi, procuratore di Teheran, ha ordinato nel gruppo di lavoro sull'hijab obbligatorio che le pagine online dei tour turistici senza licenza siano oscurate entro una settimana.

Perché conta: L'hijab obbligatorio minaccia ora il lavoro delle attività turistiche: una legge ufficialmente sospesa viene applicata per ordine della procura.

Il procuratore di Teheran ordina di oscurare le pagine dei tour turistici
Foto d'archivio; foto: DAVID HOLT from London, England, licenza CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons

Ali Salehi, procuratore generale e rivoluzionario di Teheran, ha ordinato durante una riunione del cosiddetto gruppo di lavoro «Castità e Hijab» che le pagine social dei tour turistici senza licenza siano oscurate entro una settimana. L'ordine, reso pubblico venerdì 30 ottobre 2026, sposta la pressione dell'hijab obbligatorio dalla strada alle attività turistiche.

Nella stessa riunione Salehi ha chiesto di ricorrere alla «partecipazione del popolo» per attuare i programmi sull'hijab obbligatorio, affermando: «L'esperienza ha dimostrato che ovunque abbiamo affidato il compito al popolo, abbiamo visto risultati positivi». Ha parlato inoltre di una risposta «decisa» contro quelle che ha definito «reti organizzate di promozione della corruzione».

28 enti sotto ispezione

Secondo il procuratore di Teheran, 28 enti esecutivi hanno obblighi di legge in materia di hijab e l'Organizzazione di ispezione della provincia di Teheran dovrà esaminarne l'operato entro un mese. I dirigenti che non abbiano adempiuto a questi obblighi andranno incontro a una risposta «decisa e dissuasiva». I vertici di questi enti dovranno inoltre inviare alla procura e alla segreteria del gruppo di lavoro rapporti scritti e documentati sulle misure adottate. Salehi ha chiesto anche più rigore sull'abbigliamento dei dipendenti pubblici.

L'ordine non spiega quale legame vi sia tra la licenza turistica e l'hijab. La legge su «Hijab e Castità», approvata dal Parlamento della Repubblica islamica, considera itinerari e destinazioni dei tour come luoghi di attività commerciale e multa gli organizzatori per l'abbigliamento dei loro viaggiatori. La stessa legge lega le licenze commerciali al rispetto dell'hijab obbligatorio, affida alla polizia la chiusura dei locali con i sigilli e prevede per le piattaforme online multe fino al 10% del fatturato annuo.

Una legge sospesa ma applicata

Il Consiglio supremo di sicurezza nazionale della Repubblica islamica ha sospeso l'applicazione della legge il 14 dicembre 2024, un giorno dopo l'annuncio della sua promulgazione, e la sospensione è tuttora formalmente in vigore. Ciononostante, negli ultimi mesi la magistratura e la polizia ne hanno applicato di fatto alcune parti: il 20 luglio sette caffè-ristoranti nelle vie Sanaei e Iranshahr di Teheran sono stati chiusi con i sigilli, e le chiusure si sono estese a Mashhad, Ardabil, Rasht, Minudasht e Zarand. I relatori speciali dell'ONU avevano già chiesto l'abrogazione della legge, avvertendo che le sue sanzioni economiche avrebbero colpito soprattutto le fasce più vulnerabili.

Donne iraniane con l'hijab obbligatorio accanto a un turista straniero in piazza Naqsh-e Jahan a Isfahan
Donne iraniane con l'hijab obbligatorio accanto a un turista straniero in piazza Naqsh-e Jahan a Isfahan

Con una legge ufficialmente sospesa, la procura di Teheran trasforma i tour turistici in uno strumento per imporre l'hijab obbligatorio.

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