venerdì 30 ottobre 2026
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Il Canada si unisce alla rivendicazione emiratina su tre isole iraniane: Abu Musa e le Tunb

In una dichiarazione congiunta con gli Emirati Arabi Uniti, il Canada ha definito «occupazione» la presenza dell’Iran sulle tre isole di Abu Musa, Grande Tunb e Piccola Tunb, unendosi alla rivendicazione territoriale emiratina su queste isole.

Perché conta: L’adesione del Canada alla rivendicazione degli Emirati aumenta la pressione diplomatica sull’integrità territoriale dell’Iran nel Golfo Persico; il prezzo della politica di guerra della Repubblica islamica lo paga l’Iran.

Il Canada si unisce alla rivendicazione emiratina su tre isole iraniane: Abu Musa e le Tunb

In una dichiarazione congiunta con gli Emirati Arabi Uniti pubblicata mercoledì 28 ottobre 2026, il Canada ha chiesto la «fine dell’occupazione» delle tre isole di Abu Musa, Grande Tunb e Piccola Tunb, definendo queste isole iraniane come appartenenti agli Emirati. Con questa dichiarazione il Canada si è aggiunto all’elenco dei Paesi che hanno accolto la rivendicazione territoriale degli Emirati su tre isole iraniane del Golfo Persico.

La dichiarazione è stata firmata dal primo ministro canadese Mark Carney e dallo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, al termine della sua prima visita ufficiale a Ottawa, il 26 e 27 ottobre. Nel testo la presenza dell’Iran sulle isole è descritta come una violazione della sovranità degli Emirati e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. L’Iran non viene nominato nella dichiarazione, che non fa alcun riferimento nemmeno allo Stretto di Hormuz.

La dichiarazione sulle isole accanto ad accordi economici e di difesa

Il punto sulle isole faceva parte di un pacchetto più ampio. Durante la visita i due Paesi hanno firmato un accordo di partenariato economico globale, concluso un memorandum d’intesa sulla difesa per esercitazioni congiunte, sicurezza informatica e scambi militari, e annunciato la creazione di un comitato militare congiunto. Secondo l’ufficio del primo ministro canadese, le due parti hanno accolto con favore i progressi dell’impegno degli Emirati a investire 70 miliardi di dollari in Canada, dall’energia alle infrastrutture di trasporto. Sono inoltre iniziati i negoziati per un trattato di estradizione.

Mark Carney aveva già definito «ingiustificati» gli attacchi missilistici e con droni della Repubblica islamica contro gli Emirati, esprimendo solidarietà al Paese. La guerra che la Repubblica islamica ha trascinato nella regione ha reso gli Emirati uno dei bersagli dei suoi attacchi e ha lasciato ad Abu Dhabi più spazio per ottenere il sostegno occidentale alla propria rivendicazione sulle isole.

I precedenti della rivendicazione emiratina sulle isole iraniane

Abu Musa e le due Tunb tornarono sotto la sovranità iraniana il 30 novembre 1971, durante il regno di Mohammad Reza Scià Pahlavi e dopo il ritiro britannico dal Golfo Persico; per Abu Musa era stato firmato in precedenza un memorandum d’intesa con l’emirato di Sharjah. Gli Emirati Arabi Uniti, fondati pochi giorni dopo, rivendicano da allora la proprietà di queste isole.

Negli ultimi anni è cresciuto il numero di Paesi che sostengono questa rivendicazione in dichiarazioni congiunte. Nell’ottobre 2024 l’Unione europea, in una dichiarazione congiunta con il Consiglio di cooperazione del Golfo, ha chiesto esplicitamente all’Iran di porre fine all’«occupazione» delle tre isole. Anche la Cina e gli Stati Uniti, in dichiarazioni congiunte con gli Emirati, hanno sostenuto una soluzione della controversia attraverso negoziati o la Corte internazionale di giustizia.

Firmando una dichiarazione congiunta con gli Emirati, il Canada ha definito «occupazione» la presenza dell’Iran ad Abu Musa e nelle due Tunb.

Al momento della pubblicazione di questo articolo, il ministero degli Esteri della Repubblica islamica non aveva diffuso alcuna reazione alla dichiarazione di Canada ed Emirati.

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