Saeed Ghasseminejad, direttore dell'Iran Prosperity Project e consigliere economico del principe Reza Pahlavi, è intervenuto a un panel per l'anniversario del «Fronte del 7 Aban» su come garantire democrazia e diritti umani durante la transizione dopo la Repubblica islamica. L'ufficio stampa del principe Reza Pahlavi ha diffuso un breve video del suo intervento nelle prime ore di venerdì 30 ottobre 2026.
Secondo Ghasseminejad, due livelli proteggono questi principi. Il primo sono le garanzie giuridiche previste dal lavoro del comitato per la «redazione delle norme sulla giustizia di transizione dell'Iran». Il secondo, che egli considera la garanzia dell'attuazione di quei principi, è la presenza attiva dei cittadini, dei partiti politici e delle istituzioni civili durante la transizione.
L'accento sulla consultazione e sulla saggezza collettiva
In un altro passaggio, Ghasseminejad ha sottolineato l'impegno del principe Reza Pahlavi a consultare esperti e gruppi politici. Ha detto che il principe si affida alla saggezza collettiva nelle decisioni sulla transizione ed evita di decidere da solo.
Le dichiarazioni arrivano mentre tra gli iraniani è acceso il dibattito su come vengono prese le decisioni nel campo del principe Reza Pahlavi, anche nella discussione sulla campagna di Cooperazione nazionale. In precedenza Ghasseminejad aveva presieduto il comitato che ha scelto i membri della struttura di transizione.
L'Iran Prosperity Project e il piano di transizione
Con il sostegno del principe Reza Pahlavi, l'Iran Prosperity Project ha elaborato piani per l'economia, l'energia, l'acqua e le istituzioni dell'Iran dopo la Repubblica islamica. Ghasseminejad è tra i dirigenti del progetto ed è senior fellow della National Union for Democracy in Iran (NUFDI).
Giovedì, inoltre, 43 organizzazioni iraniane hanno scritto una lettera per ringraziare la Fondazione Naumann di aver assegnato il suo Premio per la libertà al popolo iraniano e di aver invitato il principe Reza Pahlavi.
Ghasseminejad vede nella presenza attiva di cittadini, partiti e istituzioni civili, accanto alle leggi sulla giustizia di transizione, la garanzia della democrazia nell'Iran di domani.

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