La direzione generale dell'intelligence della provincia del Sistan e Baluchistan ha annunciato martedì 6 ottobre 2026 di aver smantellato nel sud-est dell'Iran tre cellule di quello che definisce un «gruppuscolo terroristico-takfirita». Secondo l'agenzia Mizan, legata al potere giudiziario, nell'operazione due persone sono state uccise in scontri armati e 10 sono state arrestate.
Secondo questo organo di sicurezza, l'operazione si è svolta nelle città di Iranshahr, Sarbaz, Saravan e Zahedan, oltre che sull'isola di Qeshm, nella provincia di Hormozgan. La direzione dell'intelligence ha inoltre dichiarato di aver smantellato due bande armate, arrestato altre cinque persone e sequestrato quantità considerevoli di armi e munizioni.
Le affermazioni dell'organo di sicurezza sugli arrestati
La direzione dell'intelligence del Sistan e Baluchistan ha sostenuto che i membri di queste cellule avevano seguito all'estero corsi di addestramento militare, di fabbricazione di ordigni e di assassinio, erano basati in covi sicuri e sono stati arrestati prima di qualsiasi azione. L'organo non ha reso noti il nome del gruppo, l'identità dei morti o degli arrestati né i dettagli degli scontri. Al momento della pubblicazione di questo articolo, nessuna fonte indipendente aveva confermato tali affermazioni.
Il contesto degli scontri nel Sistan e Baluchistan
L'annuncio arriva mentre il Sistan e Baluchistan è stato teatro di episodi violenti negli ultimi giorni. La mattina di lunedì 5 ottobre due agenti di polizia sono stati uccisi in un attacco armato contro una pattuglia sulla strada tra Bampur e Iranshahr e un gruppo chiamato «Jebhe-ye Mobarezin-e Mardomi» (Fronte dei combattenti popolari) ne ha rivendicato la responsabilità. In precedenza, secondo HRANA, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sugli occupanti di un'auto alla rotonda di Kuzeh a Zahedan e due cittadini sono morti.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno più volte riferito che, dopo operazioni di questo tipo, i cittadini beluci subiscono arresti di massa, confessioni forzate e condanne pesanti, compresa la pena di morte.

L'organo di intelligence della Repubblica islamica ha riferito di due morti e 10 arresti in cinque città, ma non ne ha reso nota l'identità né i dettagli degli scontri.

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