Dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica, il governo americano ha chiesto alla società SpaceX di attivare in Iran il suo servizio di internet satellitare Starlink. Un ex alto funzionario dell'amministrazione di Donald Trump e una persona informata sui fatti affermano che l'obiettivo di Washington era rafforzare l'accesso dei manifestanti a internet e la loro comunicazione reciproca di fronte ai blackout e alle restrizioni della rete imposti dalla Repubblica islamica.
Secondo sei ex alti funzionari statunitensi che hanno chiesto di restare anonimi, i colloqui sulla consegna e l'attivazione dei terminali Starlink in Iran si sono svolti una prima volta dopo gli attacchi del 2025 e una seconda volta dopo l'inizio della guerra in corso. Né l'amministrazione Trump né SpaceX hanno finora confermato pubblicamente che i terminali siano stati accesi. Anche la rappresentanza della Repubblica islamica presso le Nazioni Unite non ha risposto a una richiesta di commento.
Migliaia di terminali Starlink in Iran
Il Wall Street Journal aveva già riferito che, dopo la sanguinosa repressione della rivolta di gennaio (Dey), il governo americano aveva fatto arrivare segretamente in Iran circa 6.000 dispositivi Starlink e che nei primi mesi della guerra erano stati inviati in Iran altre migliaia di terminali; nessuna cifra ufficiale è stata resa nota. Elon Musk, a capo di SpaceX, ha scritto questa settimana sui social network che i sistemi Starshield, la versione militare di Starlink, sono di proprietà e sotto il controllo del governo degli Stati Uniti, e che qualsiasi limite alla loro velocità o al loro utilizzo è stabilito dall'esercito americano e, in ultima istanza, dal presidente.
Questi sforzi risalgono alle proteste del 2022; anche allora l'amministrazione di Joe Biden chiese a SpaceX di attivare Starlink in Iran, e un ex funzionario afferma che i terminali entrarono in Iran con l'aiuto del governo americano.
Internet, un altro campo di battaglia contro la Repubblica islamica
Negli ultimi mesi la Repubblica islamica ha più volte interrotto o rallentato drasticamente internet e ha dato la caccia a chi possiede Starlink. Proprio questa settimana i cittadini hanno segnalato un forte rallentamento di internet e posti di blocco in 14 città dell'Iran alla vigilia dell'anniversario delle proteste del novembre 2019. Per milioni di iraniani, l'accesso libero a internet è l'unico modo per far arrivare la propria voce al mondo e documentare la repressione.
Con Starlink Washington cerca di abbattere per i manifestanti il muro della censura di internet della Repubblica islamica.

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