giovedì 22 ottobre 2026
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USA e Israele preparano un nuovo piano di attacco contro la Repubblica islamica

Le forze armate di Stati Uniti e Israele hanno preparato piani per nuovi attacchi contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di metà mandato americane; la decisione finale spetta a Donald Trump.

USA e Israele preparano un nuovo piano di attacco contro la Repubblica islamica

Le forze armate di Stati Uniti e Israele hanno messo a punto piani per nuovi attacchi contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di metà mandato americane del 3 novembre. I piani sono stati rivelati mercoledì 21 ottobre dal New York Times, che ha citato funzionari statunitensi che hanno chiesto l'anonimato per la delicatezza della questione; la decisione finale su un nuovo attacco contro la Repubblica islamica resta nelle mani di Donald Trump.

Secondo questi funzionari, Pete Hegseth, segretario alla Guerra degli Stati Uniti, ha discusso di nuovi attacchi con Benjamin Netanyahu durante il suo recente viaggio in Israele. I pianificatori stanno valutando un'operazione breve ma pesante, e alcuni di loro ritengono che tre giorni di attacchi intensi potrebbero infliggere al governo danni economici tali da costringere Teheran a fare concessioni sul piano diplomatico. Le forze armate dei due Paesi hanno nel frattempo intensificato esercitazioni e voli di addestramento sopra l'Iraq; voli che, secondo i sospetti di funzionari americani, servivano in precedenza a provocare la difesa aerea della Repubblica islamica.

I possibili obiettivi di un nuovo attacco

Secondo il rapporto, le infrastrutture energetiche, gli impianti nucleari e l'arsenale missilistico e di droni della Repubblica islamica sono nella lista degli obiettivi, ma alcuni funzionari hanno detto che raffinerie e impianti petroliferi verrebbero esclusi per evitare un aumento del prezzo della benzina. Anche gli impianti sotterranei della montagna Pickaxe (Kolang Gaz La), vicino a Natanz, potrebbero essere un obiettivo; Trump ha detto di valutare l'uso di bombe anti-bunker, ma gli esperti dubitano che queste bombe possano distruggere impianti situati in profondità nella roccia granitica.

I funzionari americani ritengono improbabile l'avvio dell'operazione questo mese; Trump ha promesso di non attaccare prima del voto. Tuttavia lo schieramento completo delle forze, tra cui tre portaerei, migliaia di marines, caccia e forze speciali, sarà concluso entro inizio novembre; l'invio della portaerei Theodore Roosevelt fa parte di questo stesso dispiegamento. Un funzionario della Casa Bianca non ha né confermato né smentito l'esistenza dei piani e ha detto che Trump tiene tutte le opzioni sul tavolo per impedire alla Repubblica islamica di dotarsi dell'arma nucleare.

Le elezioni in Israele e le minacce dei Guardiani della Rivoluzione

Le elezioni israeliane del 27 ottobre potrebbero complicare i calcoli; secondo gli analisti, se Netanyahu dovesse perdere e restare premier ad interim, per lui sarebbe più difficile avviare una guerra. Dana Stroul, ex funzionaria del Pentagono, ha affermato che nessuno dei due leader ha spiegato in modo convincente come una nuova guerra possa rompere lo stallo strategico. Dall'altra parte, i funzionari della Repubblica islamica hanno minacciato, in caso di attacco, di estendere la loro risposta ai data center e ai cavi sottomarini di internet; nello stesso tempo i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) hanno annunciato l'abbandono della dottrina difensiva.

Il rapporto è stato pubblicato poche ore dopo che fonti della Casa Bianca avevano parlato di una svolta della posizione americana verso un attacco preventivo.

Il piano di un attacco di tre giorni di USA e Israele è pronto e lo schieramento completo delle forze sarà concluso entro inizio novembre; la decisione spetta a Trump.

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