Secondo fonti della Casa Bianca, nelle ultime ore la posizione dell'amministrazione statunitense su un attacco preventivo contro la Repubblica islamica è cambiata, orientandosi verso il sostegno a un'operazione del genere. Il corrispondente del quotidiano israeliano Haaretz ha riferito mercoledì sera 21 ottobre 2026, citando queste fonti, che la ragione principale della svolta è il peso che Donald Trump ha attribuito alle valutazioni d'intelligence di Pete Hegseth, segretario alla Guerra degli Stati Uniti, dopo il suo incontro con Benjamin Netanyahu.
L'articolo si basa esclusivamente su fonti anonime e finora non è stato confermato né dal Pentagono, né dal Dipartimento di Stato, né dal governo israeliano. Giovedì 8 ottobre Donald Trump aveva scritto in un messaggio che gli Stati Uniti non avrebbero attaccato la Repubblica islamica prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e che avrebbero mantenuto il blocco navale dei suoi porti. Se fosse corretta, la nuova notizia significherebbe l'abbandono di quella promessa.
Segnali di preparazione militare nella regione
L'articolo è uscito in una giornata in cui i segnali di preparazione militare nella regione sono aumentati. La settimana scorsa Pete Hegseth ha incontrato Benjamin Netanyahu durante una visita non annunciata in Israele, e lunedì decine di caccia e aerei cisterna israeliani hanno volato fino a ridosso del confine iraniano; i funzionari americani sospettano che lo scopo fosse provocare la contraerea della Repubblica islamica. Mercoledì il Dipartimento di Stato ha inoltre ordinato al personale non essenziale e alle loro famiglie di lasciare l'Arabia Saudita.
In precedenza era emerso che Benjamin Netanyahu aveva preparato un attacco di più giorni contro la Repubblica islamica per il fine settimana del 10 ottobre, ma l'opposizione di Donald Trump lo ha fermato. Anche la portaerei Theodore Roosevelt è in rotta verso il Medio Oriente e, al suo arrivo, nella regione saranno presenti tre gruppi d'attacco di portaerei statunitensi.
La Repubblica islamica tra blocco e minaccia di guerra
Negli ultimi mesi la Repubblica islamica ha dovuto affrontare il blocco navale, lo stop alle esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg e un'inflazione che mercoledì Donald Trump ha indicato al 301 per cento, mentre i suoi funzionari parlano di preparazione a una «guerra totale». Gli analisti di mercato avvertono che notizie di questo tipo sono cambiate molte volte e vanno considerate con cautela fino a una conferma ufficiale o a uno spostamento visibile di forze.
Fonti della Casa Bianca affermano che dopo il rapporto di Hegseth Trump si è avvicinato a un attacco preventivo contro la Repubblica islamica.

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