giovedì 22 ottobre 2026
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Università di Teheran: studenti convocati e pattuglie del velo in moto negli atenei

La sicurezza dell'Università di Teheran, con un agente del ministero dell'Intelligence, convoca e minaccia gli studenti; almeno sei atenei di Teheran hanno inasprito la pressione sul velo obbligatorio.

Università di Teheran: studenti convocati e pattuglie del velo in moto negli atenei
Foto: HBagherzadeh95, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Negli ultimi quindici giorni l'ufficio di sicurezza dell'Università di Teheran ha intensificato le convocazioni di studenti adducendo quella che definisce «la situazione tesa dell'università», mentre almeno sei atenei di Teheran hanno inasprito la pressione del velo obbligatorio sulle studentesse. Le notizie sono state diffuse mercoledì 21 ottobre 2026 da fonti di informazione studentesche e dal centro di assistenza legale Dadban.

Secondo queste fonti, ad alcune delle convocazioni all'Università di Teheran era presente una persona del ministero dell'Intelligence che, tirando fuori informazioni private e dettagli della vita personale degli studenti, li ha sottoposti a pressione psicologica per dissuaderli da qualsiasi possibile protesta. Gli studenti raccontano di aver subito in questi incontri un misto di promesse, umiliazioni e minacce. Il rettore dell'Università di Teheran ha inoltre istituito un gruppo di lavoro speciale per l'applicazione del velo obbligatorio.

Pattuglie del velo nelle università di Teheran

Dadban ha riferito che dall'inizio del nuovo anno accademico le studentesse di almeno sei università di Teheran hanno subito ripetuti richiami sul velo, comportamenti offensivi degli agenti di sicurezza e interferenze nel loro abbigliamento e nella loro vita privata:

  • Nel campus centrale dell'Università di Teheran una «pattuglia del velo» in motocicletta sorveglia l'abbigliamento degli studenti.
  • Nelle università Kharazmi e Shahid Beheshti gli agenti di sicurezza pattugliano il campus in motocicletta e sequestrano i tesserini degli studenti.
  • All'Università Allameh Tabataba'i la sicurezza ha assunto nuovo personale e ha reso più severo il controllo dell'abbigliamento.
  • All'Università Sharif in alcuni casi è stato impedito agli studenti di entrare nell'ateneo.
  • All'Università di Scienza e Tecnologia il rigore è arrivato fino al modello del soprabito e ai docenti è stato chiesto di collaborare all'applicazione del velo obbligatorio e alla separazione tra i sessi.

La reazione degli studenti e le implicazioni giuridiche

Un gruppo di studenti ha condannato in un comunicato l'ingerenza della sicurezza nell'abbigliamento, sottolineando la «resistenza al velo obbligatorio». Dadban ha inoltre ricordato che impedire l'ingresso alle studentesse o minacciarle di procedimenti disciplinari per il loro abbigliamento viola il diritto all'istruzione e costituisce una discriminazione di genere, in contrasto con l'articolo 30 della Costituzione e con l'articolo 13 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

Queste pressioni proseguono la vasta repressione delle università dopo la rivolta di gennaio. In precedenza l'Università di Teheran aveva interrotto la collaborazione con due docenti, Farzad Kalbali e Sepid Birashk, per le loro posizioni politiche.

La Repubblica islamica trasforma le università in caserme con convocazioni, minacce e pattuglie del velo in moto.

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