Il governo dell'Iraq avvia la chiusura graduale dei suoi valichi di frontiera con l'Iran. Una fonte ufficiale irachena ha dichiarato martedì 20 ottobre 2026 che, su ordine del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, il primo passo sarà la chiusura del valico di al-Sheeb nella provincia di Maysan, di fronte al valico di Chazabeh nel Khuzestan, dalle 6 del mattino ora irachena di mercoledì 21 ottobre.
Secondo la fonte, la sospensione ad al-Sheeb riguarda sia le spedizioni commerciali sia i passeggeri e resterà in vigore fino a nuovo avviso. Anche gli altri valichi saranno chiusi gradualmente, ma per essi non è stato annunciato alcun calendario e non è chiaro se saranno previste eccezioni per determinate merci o viaggiatori. Anche Al Arabiya, citando fonti informate, ha riferito che il valico di al-Sheeb è stato chiuso completamente e che il governo iracheno intende chiudere altri valichi con l'Iran. Il governo iracheno non ha ancora diffuso una dichiarazione ufficiale sul motivo della decisione.
I precedenti delle chiusure dei confini tra Iraq e Iran
Non è la prima volta che Baghdad chiude i suoi confini con l'Iran. A settembre, dopo un attacco con droni contro un oleodotto dell'Arabia Saudita che, secondo funzionari iracheni, era partito dalla provincia di Maysan, l'Iraq chiuse temporaneamente i valichi di Shalamcheh, al-Sheeb e Mandali. In quell'occasione Ali al-Zaidi rimosse il comandante delle operazioni di Maysan, e i funzionari iracheni definirono la misura una decisione di sicurezza per individuare gli autori dell'attacco e impedire il contrabbando di droni. I valichi furono riaperti gradualmente dopo alcuni giorni, ma al-Sheeb rimase chiuso più a lungo degli altri.
La nuova decisione di Baghdad arriva mentre le rotte commerciali terrestri della Repubblica islamica si restringono una dopo l'altra. In precedenza il commercio ai valichi di Taftan e Rimdan con il Pakistan si era fermato e, secondo il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent, da agosto non è stato osservato alcun carico di petrolio sull'isola di Kharg. L'Iraq è uno dei mercati più importanti per le esportazioni non petrolifere dell'Iran e una delle poche vie rimaste per l'ingresso di merci e valuta.
Le conseguenze per il popolo iraniano
La chiusura dei valichi occidentali colpisce, oltre al commercio, gli spostamenti di viaggiatori e pellegrini e i mezzi di sussistenza di migliaia di autisti, commercianti e lavoratori di frontiera nelle province di Khuzestan, Ilam e Kermanshah, persone già gravate dalla mancanza di denaro e dal collasso economico causati dalle politiche della Repubblica islamica.
Con il commercio fermo al confine con il Pakistan e la chiusura dei valichi iracheni, le rotte commerciali terrestri della Repubblica islamica non sono mai state così strette.

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