martedì 20 ottobre 2026
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Qatar: la Repubblica islamica fermi gli attacchi irresponsabili nello Stretto di Hormuz

Martedì 20 ottobre il ministero degli Esteri del Qatar ha chiesto alla Repubblica islamica di fermare gli attacchi «irresponsabili» nello Stretto di Hormuz e ha avvertito della minaccia ai cavi internet.

Qatar: la Repubblica islamica fermi gli attacchi irresponsabili nello Stretto di Hormuz

Martedì 20 ottobre 2026 il ministero degli Esteri del Qatar ha chiesto alla Repubblica islamica di fermare i suoi attacchi nello Stretto di Hormuz e di rispettare il diritto internazionale sulla libertà di navigazione. Ibrahim bin Sultan al-Hashemi, direttore dell'informazione del ministero degli Esteri qatariota, ha definito gli attacchi «irresponsabili», ha detto che questo comportamento danneggia la regione e i suoi abitanti e che lo Stretto di Hormuz deve restare aperto.

Al-Hashemi ha indicato come unica via per preservare la sicurezza e la stabilità della regione una soluzione pacifica al tavolo dei negoziati e ha aggiunto che prima ci si arriva, meglio è. In risposta alla minaccia dei Guardiani della Rivoluzione di tagliare i cavi internet sottomarini, ha inoltre avvertito che, se internet venisse interrotto, tutti i Paesi della regione, Iran compreso, ne soffrirebbero.

La minaccia ai cavi e una nuova affermazione dei Guardiani della Rivoluzione

L'avvertimento del Qatar è arrivato un giorno dopo che il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebbi, aveva parlato di una «terza fase» della guerra e di «nuova geografia, nuovi obiettivi e nuove armi», citando tra i possibili obiettivi sette grandi cavi internet sotto il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz. Martedì i Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC) hanno anche affermato che altre due petroliere hanno preso fuoco e si sono fermate dopo aver urtato mine della loro marina; i nomi delle navi non sono stati resi noti e nessuna fonte indipendente ha confermato l'affermazione. In precedenza i Guardiani della Rivoluzione avevano avanzato un'affermazione analoga su una petroliera finita su una mina.

La diplomazia del Qatar e la posizione di Teheran

Secondo al-Hashemi, il ministro degli Esteri del Qatar ha parlato di recente con i suoi omologhi kuwaitiano, saudita ed emiratino e ha espresso il sostegno di Doha a tutti gli sforzi diplomatici per riaprire liberamente la navigazione. Lo sceicco Saud bin Abdulrahman Al Thani, ministro della Difesa del Qatar, aveva detto lunedì al Forum sulla sicurezza globale di Doha che il Qatar non ha interrotto le relazioni con la Repubblica islamica e considera i legami economici un modo per prevenire una guerra futura.

Al contrario, martedì il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento della Repubblica islamica ha subordinato la riapertura dello Stretto all'accettazione da parte degli Stati Uniti delle condizioni annunciate da Teheran. Intanto gli attacchi della Repubblica islamica al traffico marittimo tengono il prezzo del petrolio Brent vicino ai 110 dollari e i Paesi del Golfo Persico si sono allontanati da Teheran più che mai.

Il Qatar, che è esso stesso uno dei mediatori della crisi, ha definito apertamente «irresponsabili» gli attacchi della Repubblica islamica nello Stretto di Hormuz.

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