Lo sceicco Saud bin Abdulrahman Al Thani, vice primo ministro e ministro di Stato per gli Affari della Difesa del Qatar, ha dichiarato lunedì 19 ottobre 2026 al Forum sulla sicurezza globale di Doha che lo shock energetico provocato dalla guerra con la Repubblica islamica non ha ancora raggiunto il suo picco e che il mondo vedrà ulteriori conseguenze nei prossimi giorni e nei prossimi mesi. Ha indicato il rischio di interruzioni nelle forniture di energia, nel commercio e nella crescita economica tra le conseguenze più importanti.
Il ministro della Difesa del Qatar si è detto contrario a qualsiasi pedaggio per il transito dello Stretto di Hormuz, affermando che l'incertezza su questa via d'acqua, la principale rotta di esportazione del petrolio e del gas liquefatto del Golfo Persico, finirà per danneggiare i consumatori di tutto il mondo. Le sue parole arrivano mentre i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) hanno più volte sostenuto, nei giorni scorsi, di aver chiuso lo stretto e hanno avanzato nuove accuse sulle petroliere che urtano mine.
Ras Laffan: la ferita dell'attacco della Repubblica islamica
Gli attacchi della Repubblica islamica nelle prime settimane di guerra al complesso industriale di Ras Laffan, il maggiore centro di produzione di gas liquefatto del Qatar, hanno distrutto parte dei suoi impianti, e la ricostruzione richiederà diversi anni. Rispondendo a una domanda sull'attacco, lo sceicco Saud ha detto che il Qatar è stato colto di sorpresa, ne ha tratto una lezione e si sta adoperando per proteggere i propri beni da attacchi inattesi.
Secondo lui, la cooperazione nella difesa con gli Stati Uniti, che dura da tre o quattro decenni, ha permesso di neutralizzare oltre il 90 per cento degli attacchi. La base di Al Udeid, che ospita le forze americane e dei loro alleati, è stata presa di mira dalla Repubblica islamica nel corso della guerra, e nei primi giorni del conflitto il Qatar aveva annunciato l'abbattimento di due caccia della Repubblica islamica. Il ministro della Difesa del Qatar ha inoltre annunciato una nuova cooperazione regionale nella difesa, che dà priorità alla difesa aerea, al contrasto ai droni e alla sicurezza informatica, senza rendere noti i nomi dei partner.
Mediazione accanto alla prontezza difensiva
Lo sceicco Saud ha detto che, nonostante gli attacchi, il Qatar non ha interrotto i contatti con Teheran e sostiene la mediazione di Qatar, Pakistan e Oman per giungere a un accordo tra Stati Uniti, Repubblica islamica e altre parti, tra cui Israele. Ha aggiunto che la mediazione non significa che il Qatar rinunci all'azione difensiva, e ha affermato che un accordo duraturo richiede un dialogo più ampio con la partecipazione dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, del Pakistan e della Turchia.
Questa posizione fa seguito alle dichiarazioni di Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, che aveva definito l'attacco della Repubblica islamica ai Paesi del Golfo Persico una decisione presa ai massimi livelli del governo e nata dalla disperazione. Anche i ministri degli Esteri del Consiglio di cooperazione del Golfo, nella riunione di Manama, hanno ritenuto la Repubblica islamica responsabile degli attacchi ai Paesi della regione e hanno chiesto un risarcimento. In precedenza, a maggio-giugno, al vertice sulla sicurezza di Shangri-La a Singapore, lo sceicco Saud si era opposto a pedaggi permanenti per il transito di Hormuz.
Il ministro della Difesa del Qatar afferma che le conseguenze della guerra in cui la Repubblica islamica ha trascinato il Golfo Persico devono ancora arrivare per il mercato energetico mondiale.

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