Amin Dehestani, blogger residente a Khorramabad, è stato arrestato da forze di sicurezza sul posto di lavoro la sera di domenica 18 ottobre 2026 e portato in carcere per scontare una condanna a due anni. Il blogger, di circa 46 anni e padre di un figlio, ha oltre 233.000 follower sui social e sulla sua pagina criticava lo stato dei servizi pubblici e i problemi dei cittadini.
Secondo l'organizzazione Attivisti per i diritti umani in Iran (HRANA), la magistratura della Repubblica islamica lo aveva condannato a due anni di reclusione con le accuse di «propaganda contro il sistema» e «insulti e diffamazione». Il nome del carcere in cui è stato trasferito non è stato reso noto.
I precedenti dell'arresto di Amin Dehestani
Amin Dehestani era stato arrestato la prima volta il 3 settembre 2025 dall'Organizzazione di intelligence dei Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC) nel centro di disintossicazione in cui lavorava, e per un periodo era stato interrogato nel centro di detenzione dell'intelligence dell'IRGC a Khorramabad. Il suo caso è approdato ora, a oltre un anno di distanza, al carcere, solo perché sulla sua pagina aveva raccontato ciò che molti abitanti del Lorestan affrontano ogni giorno.
La repressione degli utenti dei social
L'incarcerazione di questo blogger fa parte di un'ondata più ampia di repressione della libertà di espressione online. Negli ultimi giorni i cittadini hanno denunciato di aver ricevuto SMS minatori dall'intelligence della polizia (FARAJA) per la loro attività online, e il ministero della Scienza della Repubblica islamica ha interrotto la collaborazione con Farzad Kolbali, docente dell'Università di Teheran, per i suoi scritti sui social. L'accusa di «propaganda contro il sistema» è tra le etichette più comuni usate dai tribunali rivoluzionari per incarcerare critici, giornalisti e utenti dei social.
Amin Dehestani è stato mandato in carcere per due anni per aver criticato sui social i servizi pubblici e i problemi della gente.

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