L'ambasciata degli Stati Uniti ad Amman, capitale della Giordania, ha diffuso domenica 18 ottobre 2026 un nuovo allarme di sicurezza, avvertendo i cittadini americani in Medio Oriente che la Repubblica islamica e i gruppi alleati potrebbero colpire gli interessi degli Stati Uniti all'estero, comprese aziende e istituzioni legate all'America. Anche l'ambasciata americana ad Abu Dhabi ha pubblicato un avviso dello stesso tenore.
Gli avvisi affermano che gli scontri con i gruppi per procura della Repubblica islamica potrebbero rapidamente estendersi oltre i confini attuali. Le ambasciate hanno chiesto ai cittadini americani maggiore vigilanza a causa di un «contesto di sicurezza complesso» e di prepararsi a voli cancellati, chiusure dello spazio aereo e disagi nei viaggi. L'ambasciata Usa negli Emirati ha citato in particolare gli attacchi degli houthi, alleati della Repubblica islamica nello Yemen, contro aeroporti civili e infrastrutture vitali dell'Arabia Saudita, che secondo l'ambasciata hanno colpito i civili e paralizzato i viaggi.
L'avviso dell'ambasciata virtuale Usa sui viaggi in Iran
L'ambasciata virtuale degli Stati Uniti in Iran ha chiesto ancora una volta ai cittadini americani di non recarsi in Iran per alcun motivo e a quelli che vi si trovano di lasciare subito il Paese. Il testo degli avvisi parla della possibilità che gli interessi americani vengano colpiti e non indica alcun attacco imminente specifico.
L'ambasciata Usa ad Amman ha comunicato che i servizi consolari e il rilascio dei visti proseguono regolarmente. In Arabia Saudita le operazioni dell'aeroporto internazionale King Khalid di Riad sono state sospese dopo gli attacchi missilistici e con droni degli houthi, mentre gli aeroporti di Gedda e Dammam funzionano con ritardi e cancellazioni. Anche Etihad Airways ha prorogato fino a sabato 24 ottobre la cancellazione dei voli da Abu Dhabi a Riad e Dammam.
Il contesto degli avvisi: nuove minacce e lo stallo nello Stretto di Hormuz
I nuovi avvisi sono arrivati un giorno dopo che Donald Trump aveva detto che, se la Repubblica islamica non cambierà rotta, l'America finirà presto il lavoro e che Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica islamica, aveva risposto parlando di «questioni in sospeso» di Teheran. Nel frattempo i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) sostengono che una petroliera sia finita su una mina a sud dello Stretto di Hormuz; un'affermazione che nessuna fonte indipendente ha confermato.
La proposta della Repubblica islamica di riaprire lo Stretto di Hormuz a condizione che sia tolto il blocco navale dei porti iraniani, siano revocate le sanzioni petrolifere e cessino gli scontri su tutti i fronti della regione resta senza risposta e non è stato raggiunto alcun accordo.
Le ambasciate americane hanno avvertito che la Repubblica islamica e i gruppi alleati potrebbero colpire gli interessi americani in qualsiasi parte del mondo.

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