Nella serata di domenica 18 ottobre 2026 i Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC) hanno diffuso un video di un'esplosione e di un incendio su una petroliera nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz, sostenendo che la nave avesse urtato una mina marina. I Guardiani non hanno reso noto né il nome della petroliera né la sua bandiera e il suo proprietario, e fino alla mattina presto di lunedì nessun ente indipendente ha confermato che la nave abbia urtato una mina.
Secondo i Guardiani, l'esplosione è avvenuta nella sala macchine della petroliera, e la nave aveva spento tutti i sistemi di localizzazione e di navigazione alla partenza dal porto d'origine. I Guardiani hanno definito la nave «trasgressora» e hanno detto che transitava lungo la rotta meridionale vicino alle coste dell'Oman, una rotta che i Guardiani chiamano «non autorizzata» e lungo la quale le forze americane guidano le navi. I Guardiani hanno inoltre avvertito che agiranno «con severità» contro qualsiasi imbarcazione che spenga i propri sistemi di identificazione e navigazione nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico. Non è stata diffusa alcuna notizia su eventuali vittime tra l'equipaggio.
Affermazioni a ripetizione dei Guardiani senza conferme indipendenti
È la terza affermazione dei Guardiani su una petroliera finita su una mina negli ultimi due giorni. Anche sabato 17 ottobre i Guardiani avevano riferito dell'esplosione di due superpetroliere nello Stretto di Hormuz, ma il Joint Maritime Information Center (JMIC), nel suo rapporto del 18 ottobre, ha definito l'affermazione non confermata. Anche l'UK Maritime Trade Operations (UKMTO), nei suoi rapporti recenti, non ha registrato alcun caso di nave finita su una mina e ha descritto gli incidenti come attacchi con proiettili non identificati, droni e piccole imbarcazioni. Nella settimana conclusasi il 16 ottobre l'organizzazione aveva registrato 12 attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz e nelle sue vicinanze.
I Guardiani avevano già in precedenza dichiarato «chiuso» lo Stretto di Hormuz, mentre il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) afferma che il 97 per cento delle navi ha attraversato la via d'acqua senza danni e che lo Stretto resta aperto. Due alti funzionari della Repubblica islamica hanno detto la scorsa settimana a Reuters che Teheran ha adottato un nuovo metodo per colpire le navi, al fine di mantenere alti i prezzi del petrolio prima delle elezioni americane.
Esplosione a Konarak
Nello stesso tempo, sui social network alcuni cittadini hanno riferito di aver sentito quella stessa notte due esplosioni vicino a Konarak, nella provincia del Sistan e Baluchistan. L'origine di quei boati e il loro eventuale legame con l'incidente della petroliera non sono chiari, e le autorità della Repubblica islamica non hanno fornito spiegazioni.
I Guardiani hanno riferito ancora una volta di una petroliera senza nome finita su una mina; un'affermazione che nessun ente marittimo indipendente ha confermato.

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