lunedì 19 ottobre 2026
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Majed al-Ansari: l'attacco della Repubblica islamica al Golfo fu una decisione del governo, nata dalla disperazione

Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, ha definito l'attacco della Repubblica islamica ai Paesi del Golfo una decisione politica presa ai massimi livelli del governo e nata dalla disperazione.

Majed al-Ansari: l'attacco della Repubblica islamica al Golfo fu una decisione del governo, nata dalla disperazione

Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar e consigliere del primo ministro del Paese, ha definito l'attacco della Repubblica islamica ai Paesi affacciati sul Golfo una decisione politica e consapevole, presa ai vertici della Repubblica islamica poche ore dopo il 28 febbraio. In un'intervista trasmessa sabato 17 ottobre ha affermato che la decisione nacque da un calcolo sbagliato e dalla disperazione, non dalla forza della controparte né da una debolezza delle difese e delle alleanze dei Paesi del Golfo.

Secondo al-Ansari, l'attacco ha trasformato la Repubblica islamica da vicino con cui la regione sperava di normalizzare i rapporti in una fonte di minaccia, e i Paesi del Golfo si trovano ora di fronte al suo «comportamento ostile». Ha ricordato che l'attacco a Doha è avvenuto mentre il Qatar svolgeva il ruolo di mediatore e ha definito significativo il fatto che sia stata presa di mira la base aerea di Al Udeid, di importanza strategica per il Qatar e per gli Stati Uniti.

L'attacco alle infrastrutture energetiche del Golfo

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha confermato che gli attacchi della Repubblica islamica hanno preso di mira le infrastrutture economiche dei Paesi della regione, tra cui il gas del Qatar, gli impianti di Aramco e le strutture e i porti degli Emirati. Ha detto che le difese dei Paesi del Golfo hanno intercettato oltre il 90% degli attacchi e che questi non sono giustificabili in alcun quadro. Secondo lui, le esportazioni di energia del Qatar si sono in gran parte fermate con la chiusura dello Stretto di Hormuz, ma ha definito falsa la notizia di un calo del 42% delle entrate e ha affermato che gli indicatori economici del Qatar restano positivi.

Al-Ansari ha aggiunto che il Consiglio di difesa comune del Consiglio di cooperazione del Golfo si è riunito subito dopo l'attacco a Doha e che il coordinamento sul campo tra le forze armate dei Paesi membri non ha precedenti dall'occupazione del Kuwait nel 1990. Ha definito ingiustificabili anche gli attacchi degli Houthi all'Arabia Saudita.

L'isolamento regionale della Repubblica islamica

Le parole del portavoce del Qatar, Paese che per anni è stato un canale di dialogo con Teheran, mostrano che la Repubblica islamica ha perso persino i suoi mediatori più vicini nella regione. Questa posizione si aggiunge alla condanna degli attacchi degli Houthi al vertice dell'Organizzazione della cooperazione islamica a Baghdad e alle valutazioni dell'intelligence saudita sul ruolo dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC) nell'individuazione degli obiettivi di quegli attacchi. Al-Ansari ha detto che la geografia è immutabile, ma che qualsiasi Paese voglia far parte della regione deve prima accettare i principi del buon vicinato.

Il Qatar, da tempo mediatore di Teheran, ha definito l'attacco della Repubblica islamica al Golfo una decisione consapevole del governo, nata dalla disperazione.

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