lunedì 19 ottobre 2026
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Gli Emirati tornano nella guerra in Yemen; accordo con l'Arabia Saudita dopo l'avanzata degli Houthi

In un accordo con l'Arabia Saudita, gli Emirati riprendono i pagamenti alle forze anti-Houthi del sud dello Yemen e Riad fornisce copertura aerea; un passo contro l'avanzata degli Houthi, alleati della Repubblica islamica.

Gli Emirati tornano nella guerra in Yemen; accordo con l'Arabia Saudita dopo l'avanzata degli Houthi
Foto d'archivio; foto: Amin Dabwan, licenza CC BY 4.0, Wikimedia Commons

Gli Emirati Arabi Uniti hanno concordato con l'Arabia Saudita di tornare nella guerra in Yemen e di riprendere i pagamenti finanziari alle forze governative e anti-Houthi del sud del Paese; in cambio, l'Arabia Saudita si assume la copertura aerea di queste forze. Il quotidiano The Guardian ha riferito dell'accordo sabato 17 ottobre 2026, citando fonti in Yemen. Il ritorno degli Emirati nella guerra in Yemen è una risposta alle recenti avanzate degli Houthi, alleati della Repubblica islamica, che hanno allarmato i leader dei Paesi del Golfo.

Secondo questi resoconti, gli aiuti degli Emirati andranno soprattutto alle Brigate dei Giganti (al-Amaliqa); una forza nel sud dello Yemen che gli Emirati hanno addestrato e finanziato per anni e che era rimasta senza questo sostegno dopo il ritiro degli Emirati dalle operazioni militari in Yemen lo scorso gennaio. Al momento della stesura di questo articolo, i governi degli Emirati e dell'Arabia Saudita non hanno annunciato ufficialmente l'accordo.

La fine della frattura tra Riad e Abu Dhabi sullo Yemen

L'Arabia Saudita sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale e gli Emirati il Consiglio di transizione del Sud, un gruppo che chiede la secessione del sud dello Yemen; questa dualità negli ultimi anni aveva incrinato i rapporti tra i due Paesi. Il nuovo accordo è il primo segnale concreto del restringersi di questa frattura e mostra che la minaccia degli Houthi, che con il sostegno della Repubblica islamica attaccano il territorio saudita, ha riunito di nuovo gli alleati arabi.

Negli ultimi giorni gli Houthi hanno posto Taiz, terza città dello Yemen, sotto un pesante assedio e hanno chiesto alle forze governative e ai gruppi locali di resistenza di arrendersi. Giovedì 15 ottobre hanno preso di mira il palazzo presidenziale di Aden, capitale provvisoria del governo yemenita, e il giorno dopo hanno sparato anche due missili contro l'aeroporto di Aden. Proseguono anche gli attacchi con droni e missili degli Houthi contro aeroporti e impianti energetici dell'Arabia Saudita.

Il ruolo della Repubblica islamica e il nuovo schieramento regionale

Le valutazioni dell'intelligence saudita e dei suoi alleati yemeniti indicano che ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC) guidano l'individuazione degli obiettivi degli attacchi degli Houthi. Allo stesso tempo anche l'Egitto si avvicina a questo schieramento: il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva chiesto in precedenza al Parlamento di autorizzarlo a rispondere a qualsiasi richiesta di difesa dell'Arabia Saudita. Domenica il Canale 14 della televisione israeliana ha affermato che migliaia di soldati egiziani con equipaggiamento pesante vengono inviati in Arabia Saudita; la notizia finora non è stata confermata né dal Cairo né da Riad.

Forze del governo yemenita nell'area di Jabal Habashi a Taiz di fronte all'attacco degli Houthi, agosto-settembre 2026
Forze del governo yemenita nell'area di Jabal Habashi a Taiz di fronte all'attacco degli Houthi, agosto-settembre 2026

Il ritorno degli Emirati, insieme all'aviazione saudita e alla disponibilità dell'Egitto, può spostare l'equilibrio della guerra in Yemen a danno degli Houthi e mettere uno dei più importanti bracci per procura della Repubblica islamica nella regione di fronte a un fronte più ampio.

Gli Emirati con il denaro e l'Arabia Saudita con la copertura aerea tornano a schierarsi in Yemen contro gli Houthi, alleati della Repubblica islamica.

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