L'organizzazione britannica per le Operazioni di commercio marittimo (UKMTO) ha reso noto domenica 18 ottobre 2026 che un rimorchiatore in navigazione verso sud, a nord-est del porto di Khor Fakkan negli Emirati Arabi Uniti, è stato colpito da due proiettili di origine sconosciuta. L'attacco è l'ultimo di un'ondata di attacchi alle navi nelle acque intorno allo Stretto di Hormuz.
Secondo l'organizzazione, nell'incidente un membro dell'equipaggio è rimasto lievemente ferito e il rimorchiatore ha subito danni, ma ha proseguito la rotta. L'UKMTO non ha reso noto il nome della nave né l'entità dei danni e finora nessun gruppo ha rivendicato l'attacco.
Un'ondata di attacchi alla navigazione
Khor Fakkan si trova sulla costa del Golfo di Oman, fuori dallo Stretto di Hormuz; un attacco in quest'area mostra che il rischio per la navigazione si è esteso oltre lo stretto stesso. Anche il 9 ottobre una superpetroliera a circa 13 miglia nautiche a ovest della zona di Al Jazirah, negli Emirati, è stata colpita da un proiettile non identificato ed è andata a fuoco.
Sabato 17 ottobre i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) hanno dichiarato «chiuso» lo Stretto di Hormuz e lo stesso giorno hanno sostenuto che una seconda superpetroliera nello stretto ha urtato una mina; un'affermazione che nessuna fonte indipendente ha confermato. In precedenza una petroliera nel Golfo Persico, vicino a Jubail in Arabia Saudita, era stata colpita da colpi di RPG.
Dal canto suo, il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) afferma che il 97% delle navi ha attraversato lo Stretto di Hormuz senza danni e che dal 14 luglio, nell'attuazione del blocco navale della Repubblica islamica, gli Stati Uniti hanno deviato la rotta di 138 imbarcazioni.
L'attacco a un rimorchiatore a Khor Fakkan mostra che il rischio per la navigazione è arrivato oltre lo Stretto di Hormuz, fino al Golfo di Oman.

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