lunedì 19 ottobre 2026
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Meno alunni a Teheran: il governatore indica la pressione economica

Il governatore di Teheran ha annunciato sabato 17 ottobre un calo di 7000 alunni nelle scuole della città e ha indicato tra le cause la pressione economica sulle famiglie.

Meno alunni a Teheran: il governatore indica la pressione economica
Foto d'archivio; alunni nel villaggio di Abyaneh, foto: Julia Maudlin, licenza CC BY 2.0, Wikimedia Commons

Il numero degli alunni delle scuole di Teheran è diminuito nel nuovo anno scolastico. Mohammad Sadegh Motamedian, governatore di Teheran per la Repubblica islamica, ha annunciato sabato 17 ottobre 2026 che 1.000.817 alunni si sono iscritti alle scuole della città di Teheran per l'anno scolastico 2026-27, 7000 in meno rispetto all'anno scorso.

Il governatore di Teheran ha attribuito il calo alle condizioni economiche e a quella che ha definito «la situazione dei cittadini non iraniani». Secondo lui, la pressione economica sulle famiglie ha spinto alcune di esse a lasciare la capitale o a trasferirsi alla periferia della città; allo stesso tempo, 17.000 alunni si sono aggiunti alle scuole dei centri della provincia di Teheran.

Carenza di aule e di scuole nella capitale

Motamedian ha detto che la provincia di Teheran è al 28º posto nel Paese per dotazione scolastica pro capite e ha una carenza di 9000 aule e 638 scuole. Anche il Comune di Teheran non ha rispettato l'impegno di costruire 80 scuole.

I reportage sul campo dei media indipendenti in lingua persiana mostrano che alcuni alunni hanno abbandonato gli studi o lasciato la scuola prima dell'inizio dell'anno scolastico. Il costo dell'istruzione è salito alle stelle e le vendite di cancelleria sono calate in modo marcato rispetto agli anni precedenti.

La crisi del sostentamento e il futuro dei bambini

I dati vengono resi noti mentre la Banca mondiale prevede che quest'anno il tasso di povertà in Iran raggiunga il 38,4% e che oltre 2,6 milioni di persone in più scivolino sotto la soglia di povertà. Il prezzo di pollo e uova è moltiplicato e le famiglie rinunciano una dopo l'altra alle spese essenziali. L'istruzione dei figli è ormai tra queste spese.

L'esodo delle famiglie da Teheran verso la periferia e i centri della provincia, insieme alla carenza cronica di scuole e aule, mostra che la crisi economica causata dalle politiche della Repubblica islamica non si limita più a svuotare le tavole delle famiglie, ma ha raggiunto l'istruzione della nuova generazione.

Secondo il governatore di Teheran, nelle scuole della capitale si sono iscritti 7000 alunni in meno rispetto all'anno scorso.

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