Un deposito di munizioni nella sede di Hashd al-Shaabi, la coalizione di milizie alleate della Repubblica islamica in Iraq, è esploso nella zona orientale di Baghdad nel pomeriggio di sabato 17 ottobre 2026. L'esplosione è avvenuta vicino all'autostrada del Canale e all'ospedale Saad al-Witri, nell'area di Sadr al-Qanat, e una densa nube di fumo si è sparsa sul quartiere.
Nel suo primo comunicato, l'ufficio stampa di Hashd al-Shaabi ha attribuito la causa a un «deposito di munizioni danneggiato» e non ha riferito di vittime. Secondo fonti di sicurezza e mediche, tuttavia, un membro di Hashd al-Shaabi sarebbe morto e quattro sarebbero rimasti feriti, un'informazione non ancora confermata in modo indipendente. Gli abitanti del quartiere di Kuraiat, vicino al luogo dell'esplosione, hanno detto di aver visto le fiamme, e il boato è stato udito nei quartieri circostanti.
L'ipotesi di un attacco: nessuna conferma
Alcuni canali di segnalazioni dal basso hanno sostenuto nei primi minuti che Stati Uniti e Israele avessero attaccato la sede, ma finora nessuna fonte ufficiale o indipendente ha confermato un raid aereo, e né gli Stati Uniti né Israele hanno rilasciato commenti. L'entità dei danni e la causa esatta dell'esplosione restano poco chiare.
Hashd al-Shaabi e la guerra regionale
Hashd al-Shaabi è un insieme di gruppi paramilitari, molti dei quali ricevono addestramento, armi e denaro dai Guardiani della Rivoluzione (IRGC). Le sue sedi erano già state colpite da esplosioni: tra marzo e aprile 2026 l'esercito iracheno ha accusato Stati Uniti e Israele di aver attaccato una base di Hashd al-Shaabi nella provincia di Anbar, e nell'autunno 2025 un'altra esplosione in una delle sue sedi ha causato tre morti.
L'esplosione arriva mentre cresce la pressione sulla rete di gruppi satelliti della Repubblica islamica nella regione, dalle valutazioni sul ruolo dei Guardiani della Rivoluzione negli attacchi degli Houthi all'Arabia Saudita alla richiesta di Hezbollah di riavere gli esplosivi sequestrati in Libano.
Hashd al-Shaabi ha attribuito l'esplosione della sua sede a Baghdad a munizioni deteriorate; nessuna fonte indipendente ha confermato l'ipotesi di un raid aereo.

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