L'Assemblea degli esperti della Repubblica islamica ha chiesto sabato 17 ottobre 2026, in una dichiarazione, la «promulgazione e l'applicazione rigorosa della legge» sul velo obbligatorio, esortando al tempo stesso le forze armate a rispondere a qualsiasi minaccia degli Stati Uniti in modo «deciso e proporzionato, tale da far pentire e a sorpresa». La dichiarazione è arrivata mentre il blocco navale americano ha spinto l'economia dell'Iran in recessione e molte donne continuano a comparire per strada senza velo.
L'organismo, che secondo la Costituzione della Repubblica islamica ha il compito di scegliere e sorvegliare la guida, ha definito il rispetto del velo «un dovere religioso» e «una responsabilità legale», e ha chiesto ai responsabili culturali ed esecutivi un piano complessivo e continuo per contrastare quella che ha chiamato la «normalizzazione dello svelamento». La dichiarazione sottolinea che il velo «non deve diventare una questione temporanea».
Lo scontro sulla legge su «castità e velo»
La richiesta dell'Assemblea degli esperti di promulgare la legge rimanda a uno scontro tra le istituzioni del regime sulla cosiddetta legge su «castità e velo». Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente dell'Assemblea consultiva islamica, aveva detto il 25 maggio 2025 che la segreteria del Consiglio supremo di sicurezza nazionale aveva chiesto per iscritto di non promulgare per ora la legge. Ali Kazemi, portavoce della magistratura, ha detto il 7 ottobre 2026 che il procuratore generale aveva scritto al ministero dell'Interno e ad altri enti sui loro compiti in materia di velo.
La nuova spinta per il velo obbligatorio arriva mentre la magistratura della Repubblica islamica ha emesso proprio questa settimana pene pesanti in casi legati all'abbigliamento e al comportamento delle donne, tra cui una condanna a 50 frustate per una donna a Qom accusata di aver baciato un uomo in un caffè. In precedenza le donne erano state escluse dalla pista di atletica all'aperto del complesso sportivo nazionale di Teheran.
Le minacce Usa e l'appello alla prontezza militare
In un'altra parte della dichiarazione, l'Assemblea degli esperti ha chiesto di rafforzare la prontezza difensiva, d'intelligence, cibernetica e di difesa aerea, definendo la deterrenza «una necessità strategica». Ha inoltre chiesto all'apparato diplomatico e ai responsabili della sicurezza nazionale di prendere posizione contro le minacce dei dirigenti americani.
La dichiarazione ha affrontato anche l'inflazione, il calo del potere d'acquisto, l'instabilità dei mercati, la casa e l'occupazione, chiedendo al governo di Masoud Pezeshkian programmi con scadenze e responsabili precisi. Allo stesso tempo l'Assemblea degli esperti ha espresso sostegno a Mojtaba Khamenei, guida della Repubblica islamica, e ha giudicato l'applicazione «selettiva e discriminatoria» della legge dannosa per la «fiducia pubblica».
Il velo come priorità tra recessione e guerra
La dichiarazione dell'Assemblea mette al primo posto il velo obbligatorio mentre l'Istituto di ricerca monetaria e bancaria della banca centrale della Repubblica islamica ha stimato una contrazione del 5,9% dell'economia iraniana e i prezzi dei beni di prima necessità si sono moltiplicati. L'ampia presenza di donne senza velo negli spazi pubblici dalla rivolta del 2022 e dalla morte di Mahsa Amini ha dimostrato che questa legge non ha legittimità per gran parte della società iraniana.
In giorni di recessione e blocco, l'Assemblea degli esperti ha messo l'applicazione rigorosa del velo obbligatorio, accanto alla prontezza militare, in cima alle sue richieste.

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